Montagne di rifiuti e case invase dai topi, vite ai margini della società nel ghetto Ciambra

REPORTAGE | Dalle pellicole cinematografiche al dimenticatoio. Le condizioni di vita nel popoloso quartiere rom nella città della Piana di Gioia Tauro non sono mai cambiate. Così, decine e decine di famiglie vivono senza diritti

di Francesco Altomonte
domenica 21 luglio 2019
11:31
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Il quartiere Ciambra
Il quartiere Ciambra

Li avevamo lasciati così, a fuggire da una retata della polizia nel bellissimo film di Jonas Carpignano. Dai red carpet dei maggiori festival internazionali al ritorno all’oblio, il passo è stato breve. Dopo due anni e un grande clamore, le condizioni di vita della comunità rom che abita il ghetto di Ciambra a Gioia Tauro non sono cambiate: degrado, sporcizia, emarginazione sociale sono il pane quotidiano di questi cittadini senza diritti, che vivono senza nessuna speranza nel futuro.  «Non cambierà mai niente – dice un abitante del quartiere seduta fuori casa con moglie e figlio - chiunque vinca le elezioni non farai mai nulla per noi. È da due anni che c’è un tubo della fogna rotta lì giù e ancora non l’hanno aggiustato».

Ma tutta questa immondizia come fate a vivere?

«Lo devi chiedere al comune come facciamo» risponde contrariato.

Ma non passano i camion a prenderla?

«No, non passa nessuno».

 

Condizioni drammatiche

Nel ghetto di Ciambra le condizioni igienico-sanitarie sono drammatiche. Il complesso di case popolari che forma il quartiere sembra una casba, si vive circondati da montagne di rifiuti, le case invase dai topi, una puzza di immondizia che toglie il fiato. «C’è troppa immondizia, i nostri ragazzi si ammalano – si lamenta un signore anziano che con una scopa in mano sta pulendo il cortiletto davanti alla sua casa». Ma qui non viene nessuno a pulire? «Non viene nessuno, no». Quindi voi continuate a buttare l’immondizia qui in giro? «Tutta là - risponde candidamente indicando una delle discariche che circondano l’entrata del campo - E dove li dobbiamo buttare? Poi viene la motopala a pulire, spinge i rifiuti di fianco per liberare la carreggiata…Sapete quanti topi entravano da qua? Ci entrano dentro casa se non stiamo attenti» dice indicando dei fogli di lamiera messi ai lati di un’altra discarica, a protezione delle abitazioni.

 

Vivere ai margini della società

«Loro vogliono vivere così» è la frase che serve per pulire le coscienze di molti, ma che non può in alcun modo rappresentare una realtà complessa, fatta di un migliaio di essere umani che vivono da decenni ai margini della società. «Dopo le chiacchiere ci vogliono i fatti – attacca il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio - La situazione a Ciambra è moto grave, ci sono forti criticità, per questo motivo abbiamo chiesto al ministero dell’Ambiente e alla Regione perché abbiamo bisogno di ingenti risorse economiche per fronteggiare una difficile situazione igienico sanitaria». I problemi di Ciambra, però, non possono essere ridotti solo a una questione igienico sanitaria. In questo ghetto c’è una grande questione sociale che qualche centinaio di migliaia di euro e camion che porta via l’immondizia non potrà risolvere.

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Francesco Altomonte
Giornalista
Francesco Altomonte è un giornalista attratto dal lato oscuro dell'animo umano. La cronaca nera è la sua passione, per questo motivo è ritornato a vivere in Calabria dopo 12 anni di peregrinazione. Ama leggere, raccontare, investigare. Esattamente in quest’ordine. Per 10 anni è stato redattore nei quotidiani regionali “Calabria Ora” e “Garantista”, nonché corrispondente per agenzie di stampa e giornali nazionali dalla sua terra. Dal 2017 è corrispondente di cronaca nera e giudiziaria, dalla piana di Gioia Tauro, per la “Gazzetta del Sud”.
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