È del boss Pietro Longobucco il corpo ritrovato a Corigliano-Rossano?

VIDEO | Tre colpi: uno al petto, due in testa. Un omicidio di 'ndrangheta eccellente. Pietro Longobucco fu condannato per associazione mafiosa già nel corso del processo Set-Up

di Marco  Lefosse
martedì 18 dicembre 2018
13:33
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In foto il boss Longobucco
In foto il boss Longobucco

Tutti gli indizi riporterebbero ad un nome: quello del boss coriglianese Pietro Longobucco, 51 anni alias U iancu i varrili. Gli inquirenti ritengono possa essere suo il cadavere dell’uomo rinvenuto in mare e ritrovato dalla Guardia Costiera, nello specchio d’acqua antistante le coste del porto di Schiavonea a Corigliano-Rossano.

La certezza si avrà soltanto all’esito dell’esame del Dna. Ma almeno un dato sembrerebbe certo: si tratta di un omicidio di ndrangheta. Tre i fori sul corpo: uno al petto e due al cranio. E poi le gambe piegate come fosse stato messo inginocchio. L’omicidio risale a una settimana fa, esattamente il periodo di tempo in cui si sarebbero perse le tracce dell’uomo.

Al momento del ritrovamento, il cadavere era nudo, privo di qualsiasi indumento, e con i segni evidenti di decomposizione della pelle dovuta proprio al lungo periodo di stazionamento all’interno dell’acqua del mare. Sarà il complesso esame autoptico a confermare la dinamica del delitto.

Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Corigliano, guidata dal capitano Cesare Calascibetta, diretti dal procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla. Trattandosi di un presunto omicidio di ‘ndrangheta le indagini, però, potrebbero passare presto alle competenze del capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri. Longobucco è stato condannato per associazione mafiosa, ed altro, in esito ai processi Set-Up e santa tecla ed è indicato come uno dei maggiorenti della ndrina coriglianese.

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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