‘Ndrangheta nel Soveratese, confisca da 18 milioni di euro alla cosca Procopio-Sia-Tripodi

Il provvedimento riguarda l’operazione Showdown condotta dalla procura di Catanzaro. Sigilli a beni mobili ed immobili ubicati nella provincia di Catanzaro, a ditte individuali e da società e quote del villaggio turistico in fase di realizzazione denominato “San Sostene Resort”

17 giugno 2019
11:13
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Confiscati beni per 18 milioni di euro nei confronti di soggetti appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta Procopio-Sia-Tripodi. A dare esecuzione alla sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro.

Il provvedimento giudiziario, divenuto ormai definitivo, avendo superato il vaglio della Cassazione, è relativo alla cosiddetta operazione Showdown scaturita dall’indagine della procura Catanzaro nei confronti di soggetti appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta egemone nell’area del Soveratese.

 

L’indagine, culminata inizialmente, del dicembre 2011, nel fermo di indiziati di delitto anche per il reato di associazione di tipo ‘ndranghetistico ed altri reati, e nel sequestro d’urgenza di un rilevantissimo compendio di beni, cui seguivano successive misure cautelari personali e reali, poneva fine ad una complessa vicenda criminale finalizzata al controllo criminale ed economico del territorio del basso Ionio Catanzarese caratterizzata da eventi omicidiari di efferata crudeltà. Gli accertamenti patrimoniali consentivano di ricostruire gli interessi economici della cosca realizzati mediante il ricorso a schermi societari e a fittizie intestazioni di beni ed attività economiche.


La sentenza, ora in esecuzione per il profilo patrimoniale - oltre a riconoscere in capo a numerosi imputati, tra cui i maggiorenti della cosca (Fiorito Procopio, Michele Lentini e Maurizio Tripodi), la responsabilità penale per vari reati loro rispettivamente ascritti, dall’associazione di stampo mafioso, all’interposizione fittizia di beni, ai reati in materia di spaccio di stupefacenti - disponeva, la confisca del patrimonio, per un valore complessivo stimato in circa 18 milioni di euro, riconducibile ai citati soggetti, patrimonio costituito da svariate quote societarie, beni mobili ed immobili ubicati nella provincia di Catanzaro, così come attività economiche costituite da ditte individuali nonché da società a responsabilità limitata e la quota parte della metà di un villaggio turistico in fase di realizzazione denominato “San Sostene Resort” sito a pochi chilometri da soverato.

 

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