Lamezia, il segretario di Stato vaticano: «C'è bisogno di cose belle»

Intervenuto all’inaugurazione della cattedrale disegnata da Paolo Portoghesi, il cardinale Pietro Parolin ha incontrato quanti hanno cooperato alla sua realizzazione, portando ai lavoratori il saluto di papa Francesco

di Monica La Torre
25 marzo 2019
18:10
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Pietro Parolin
Pietro Parolin

«In Chiesa si entra per incontrare il Signore, si esce dalla Chiesa per incontrare i fratelli e mettersi a loro servizio. Abbiamo bisogno in questo nostro tempo di cose belle. Fissare lo sguardo sulle cose belle e, attraverso di esse, metterci in relazione con l'Autore della Bellezza, con il Signore. E dalla bellezza contemplata, passare al servizio degli uomini e dei loro bisogni». Queste le parole del Segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin, arrivato questa mattina a Lamezia Terme per l’inaugurazione della Chiesa S. Benedetto disegnata da Paolo Portoghesi.

 

L'incontro con operai e professionisti

L’alto prelato ha incontrato gli operai, i dirigenti della Ferraro Spa, gli artisti, i professionisti, i benefattori e tutti coloro che hanno cooperato alla realizzazione dell’edificio, insieme alle rispettive famiglie. Nel portare il saluto di Papa Francesco, ha ricordato come «nei tempi antichi la costruzione di una cattedrale coinvolgeva tutta la comunità, dalle alte magistrature ai cittadini più semplici». «Anche questa chiesa è frutto di un lavoro svolto all'insegna della coralità», ha detto, auspicando che anche in questa occasione la realizzazione dell’opera abbia costituito «un'esperienza spirituale, un momento di approfondimento del vostro rapporto con il Signore, di crescita nella fede, nella speranza e nella carità". Dal canto suo il vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora ha parlato «di un sogno che si realizza» e ha sottolineato che «la nuova Chiesa rappresenta e trasmette un messaggio di unità per la nostra Lamezia, che solo unita può svolgere la sua missione a servizio di tutta la Calabria».

 

Portoghesi e il Concilio

Il professore Paolo Portoghesi, nel presentare l'opera, ha messo in evidenza come la nuova Chiesa concretizzi nella sua progettazione le intuizioni del Concilio Vaticano II rispetto all'architettura sacra per cui «è tutta la comunità che celebra insieme ai sacerdoti». E ha ricordato Benedetto XVI «le cui riflessioni sulla liturgia e sull'arte sono state un punto di riferimento per questo progetto». «La Chiesa ha concluso - è al tempo stesso casa di Dio e casa degli uomini».

 

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Monica La Torre
Giornalista

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