La carriera dei tre politici coinvolti nell’operazione anti ‘ndrangheta

Un esponente di spicco di Fratelli d’Italia e due big del Partito democratico: Alessandro Nicolò aspirava a diventare sindaco di Reggio, Romeo è un fedelissimo di Oliverio e Naccari Carlizzi un potente dirigente democrat

di Redazione
31 luglio 2019
14:19
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Demetrio Naccari Carlizzi, Alessandro Nicolò e Sebi Romeo
Demetrio Naccari Carlizzi, Alessandro Nicolò e Sebi Romeo

Un esponente di spicco di Fratelli d’Italia e due big del Partito democratico. I consiglieri regionali Alessandro Nicolò, di Fdi, e Sebastiano Romeo, del Pd, e l’ex consigliere regionale ed ex assessore regionale democrat, Demetrio Naccari Carlizzi, coinvolti a vario titolo nell’operazione anti-‘ndrangheta “Libro Nero”, sono tre protagonisti di primo piano della politica calabrese, con storie e percorsi che si sono intrecciati e si intrecciano, quasi quotidianamente, sullo scenario della città di Reggio e su quello della Regione.

 

Nicolò puntava a fare il sindaco di Reggio

Il profilo di Nicolò, finito agli arresti nell’inchiesta “Libro Nero”, parla di una lunga esperienza a livello istituzionale e di un ruolo di rango nel centrodestra calabrese e reggino. Nato in riva allo Stretto 58 anni fa, sposato e padre di due figli, a livello politico Nicolò ha mosso i primi passi nel Pri, diventare consigliere comunale di Reggio Calabria nel 1992: in quella consiliatura Nicolò venne anche nominato dal sindaco Italo Falcomatà assessore alla Cultura e all’Università. Nel 1996 il passaggio a Forza Italia, sotto le cui insegne risulterà il primo degli eletti alle Comunali reggine del 1997 e sarà capogruppo a palazzo San Giorgio. Nel 2002 Nicolò diventerà anche assessore provinciale all’Ambiente e ai Trasporti e nel 2005 inizierà la scalata alla Regione: alle Regionali del 2005 diventa consigliere con Forza Italia, e sempre con Forza Italia sarà riconfermato nel 2010, nel voto che porterà alla guida della Calabria Giuseppe Scopelliti. Nella passata legislatura Nicolò è stato anche vicepresidente del Consiglio regionale. Per Nicolò le porte del Consiglio regionale si riaprono anche con le elezioni del novembre 2014, sempre con Forza Italia, del quale sarà capogruppo fino al marzo 2018, quando Nicolò lascia il partito forzista in polemica per la mancata candidatura alla Camera e aderisce a Fratelli d’Italia, anche se nell’Assemblea legislativa calabrese si iscrive al gruppo misto. Nelle ultime settimane il nome di Alessandro Nicolò è stato considerato dagli addetti ai lavori tra i più accreditati per la candidatura a sindaco di Reggio Calabria per il centrodestra.

 

Romeo fedelissimo di Oliverio

Diverso, per certi versi contrapposto, a quello di Nicolò è stata invece il percorso politico di Sebastiano “Sebi” Romeo, finito ai domiciliari nel blitz odierno: Romeo vanta infatti una lunga militanza nella sinistra calabrese e reggina, una decennale esperienza tra i banchi del Comune di Reggio Calabria e l’esordio in Consiglio regionale grazie a un autentico exploit elettorale nel 2014. Romeo, capogruppo del Pd alla Regione è, soprattutto, uno dei “fedelissimi” del governatore Mario Oliverio, che Romeo ha sempre fortemente sostenuto, sin dalle primarie che nel 2014 portarono Oliverio alla candidatura presidenza della Giunta per i democrat e il centrosinistra alla. Romeo, nato nel maggio 1975 e sposato, in passato segretario regionale dei giovani comunisti, è approdato alla Regione dopo ben 10 anni da consigliere comunale di Reggio Calabria, dal 2001 al 2011, e un periodo di dura opposizione alla maggioranza di centrodestra che ha governato il Comune reggino prima con il sindaco Giuseppe Scopelliti e poi con il sindaco Demetrio Arena. Nel 2014 l’elezione alla Regione per Romeo, che risulterà tra i più votato in assoluto ottenendo oltre 12mila preferenze nella circoscrizione Sud per il Partito democratico, di cui diventerà capogruppo in Consiglio e di cui è uno dei dirigenti di maggiore peso, avendo anche ricoperto il ruolo di segretario provinciale del Pd di Reggio Calabria per alcuni anni.

 

Naccari Carlizzi oppositore di Scopelliti

Ruolo di primo piano nel Pd calabrese e reggino anche per Demetrio Naccari Carlizzi, indagato nell’inchiesta “Libro Nero”. Già sindaco facente funzioni di Reggio Calabria dopo la scomparsa di Italo Falcomatà, del quale era genero avendone sposato una figlia, e già consigliere regionale e assessore regionale nelle trascorse legislature, Naccari Carlizzi è uno degli esponenti politici più in vista nella città dello Stretto e in Calabria. Nato 52 anni fa, padre di due figli, avvocato, Demetrio Naccari Carlizzi, dopo aver militato nella Margherita con la quale venne eletto per la prima volta consigliere regionale nel 2005, è anche un importante dirigente del Partito democratico: gli addetti ai lavori lo ricordano, in particolare, come uno dei primi sostenitori, in Calabria e a livello nazionale, di Matteo Renzi impegnato nelle primarie con Pierluigi Bersani. Dopo la morte del sindaco della “Primavera” di Reggio Calabria, Italo Falcomatà, suo suocero, a fine 2001 Naccari Carlizzi assumerà la guida provvisoria del Comune, e quindi, l’anno successivo si candiderà alla carica di primo cittadino della città dello Stretto, venendo sconfitto dal leader del centrodestra Giuseppe Scopelliti, del quale Naccari Carlizzi sarà strenuo oppositore a Palazzo San Giorgio. Nel 2005 il “salto” alla Regione, con l’elezione nel Consiglio regionale nella legislatura guidata dalla coalizione di centrosinistra e dal governatore Agazio Loiero: Naccari Carlizzi è stato prima presidente della commissione consiliare Bilancio e poi vicepresidente del Consiglio regionale, per diventare successivamente assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio, con delega anche ai Trasporti. Alle Regionali del 2010 Naccari Carlizzi è il primo dei non eletti per il Pd nella circoscrizione di Reggio Calabria, con 7.413 voti, ma nel 2013 ritorna in Consiglio regionale subentrando a Demetrio Battaglia, eletto al Parlamento. Conclusa l’esperienza alla Regione, Naccari Carlizzi, cognato dell’attuale sindaco reggino Giuseppe Falcomatà, figlio di Italo, è stato comunque sempre considerato uno dei più importanti dirigenti del Pd calabrese.

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