Bancarotta fraudolenta, sequestri per un milione a imprenditore farmaceutico

Occultava la documentazione dell'impresa, sita in territorio palmese, per ostacolare la ricostruzione economico-patrimoniale. Tutti i ricavi venivano usati per fini personali

di Redazione
22 novembre 2019
08:38
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Guardia di finanza
Guardia di finanza

Nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti di natura economico finanziaria, i finanzieri della Compagnia di Palmi hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale, a carico del titolare del titolare di un’impresa operante nel settore farmaceutico, accusato di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, nonché un sequestro di beni, a carico dello stesso, fino a concorrenza di un importo pari a circa un milione di euro.

Tale provvedimento, eseguito dalle fiamme gialle sotto coordinamento del procuratore della Repubblica di Palmi Ottavio Sferlazza e del sostituto procuratore Daniele Scarpino, scaturisce dagli esiti di un’attività d’indagine svolta a seguito del fallimento di un’impresa operante nel circondario palmese. Le investigazioni svolte hanno consentito di accertare l’occultamento della documentazione fiscale e contabile dell’impresa, da parte del titolare della stessa, al fine di ostacolare la ricostruzione della relativa situazione economico patrimoniale. Nel corso delle indagini è stata accertata inoltre la sistematica e reiterata distrazione di somme di pertinenza dell’impresa decotta che, anziché essere utilizzate per il pagamento dei fornitori nonché delle imposte dovute al Fisco, sono state utilizzate da parte del suo titolare, per fini del tutto estranei all’attività esercitata, recando in tal modo grave pregiudizio ai creditori.

La ricostruzione dei flussi finanziari transitati sui numerosi conti correnti facenti capo al titolare della fallita, ha consentito di accertare difatti che le somme derivanti dall’attività economica svolta, venivano dapprima accreditate sul conto intestato alla stessa, per poi essere girocontate da parte del suo titolare sui conti correnti personali ed utilizzate da quest’ultimo per fini strettamente personali. Alla luce di tale quadro investigativo il gip del Tribunale di Palmi disponeva, a carico del titolare della fallita, la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, nonché il sequestro preventivo di beni nella disponibilità del predetto, fino a concorrenza di una somma pari a 960mila euro.  Tra i beni sottoposti sequestro, disponibilità finanziarie, autovetture - tra cui alcune d’epoca - terreni e fabbricati.

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