Truffa ai danni dell'Asp, timbrava il cartellino e andava via: ai domiciliari il sindaco di Scalea

NOMI-VIDEO | Sospesi inoltre due dipendenti dell'Azienda sanitaria di Cosenza e il direttore del distretto sanitario del Tirreno. L'operazione Ghost work portata avanti dalla Guardia di finanza 

di Redazione
12 dicembre 2019
07:19
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Il sindaco di Scalea, Licursi
Il sindaco di Scalea, Licursi

I finanzieri di Scalea hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Paola –Maria Grazia Elia - , su richiesta del procuratore capo della Repubblica Pierpaolo Bruni e del sostituto procuratore Maurizio De Franchis -, con la quale è stata disposta la misura degli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, nonché la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio nei confronti di tre dipendenti dell’Asp di Cosenza. Contestualmente, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo.

Gli indagati sospesi dal servizio

Angela Riccetti, 57 anni (direttore del distretto sanitario del Tirreno)

Paolo Filice, 59 anni

Valentino Cupelli, 67 anni

Le indagini

Il provvedimento cautelare, personale e reale, si colloca in un più ampio contesto di indagini che attengono alla verifica della regolare presenza in servizio di pubblici dipendenti, a carico dei quali, in questo caso, è stato accertato un quadro indiziario particolarmente grave in ordine a condotte di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsa attestazione della presenza in servizio.

 

Le indagini, protrattesi per alcuni mesi, hanno consentito di svelare un radicato e consolidato meccanismo di illiceità che ha consentito al sindaco – nella sua qualità di dipendente dell’Asp di Cosenza – con la complicità di tre suoi colleghi, di assentarsi senza alcuna giustificazione dal luogo di lavoro. Infatti, lo stesso, una volta timbrato il cartellino, lasciava l’ufficio e si dedicava allo svolgimento di quotidiane attività di natura personale; sovente, il pubblico amministratore attestava falsamente di essersi recato in “missione” per conto dell’ufficio, occupandosi, anche in questo caso, di questioni non attinenti al servizio. In tal caso, le indagini hanno permesso di accertare, altresì, la complicità dei suoi colleghi, i quali, dipendenti nelle diverse sedi dell’Asp (Cosenza, Amantea, Scalea), attestavano che la missione si era svolta regolarmente, nonostante il sindaco non si fosse nemmeno mai recato presso le stesse.  Le condotte criminose, accertate mediante l’installazione di telecamere all’interno degli uffici del Distretto sanitario del Tirreno di Scalea, analisi dei tabulati telefonici e monitoraggio con sistema gps, sono state ricostruite in maniera capillare, anche grazie ad un’accurata attività di pedinamento e sono state incrociate con i dati delle presenze giornaliere risultanti dalla macchina marcatempo.

 

650 ore di assenteismo

Il quadro che ne è emerso – oltre 650 ore di “assenteismo” nel periodo oggetto di indagini – ha fatto rilevare la marcata disinvoltura con la quale gli indagati hanno agito e resa necessaria l’emanazione del provvedimento cautelare.

 

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