Arresto sindaco Maierà, ecco come funzionava il meccanismo degli appalti

VIDEO | Le accuse di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio per aver preso lavori pubblici con una società “fallita”. L'inchiesta Affari in famiglia prende spunto da un'altra che costò la misura cautelare anche al sindaco di Aieta

di Francesca  Lagatta
4 aprile 2019
16:25
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Avevano un debito con la vecchia società da € 2.178.587,00 e contemporaneamente avevano accumulato ricchezze per € 1.487.378,30, che rinvestivano per accumulare altro danaro. Un sistema illecito che in giurisprudenza corrisponde al reato di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. È questa, in sintesi, l'accusa che la Procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni, muove nei confronti del sindaco di Maierà, Giacomo De Marco, e suo figlio, Gino De Marco, entrambi imprenditori edili e titolari di diverse società. Entrambi sono stati arrestati questa mattina nell'operazione "Affari in famiglia" dagli uomini della Guardia di Finanza su ordinanza del Gip del Tribunale di PaolaMaria Grazia Elia, e dovranno scontare la misura cautelare in carcere per l'elevato rischio di reiterazione dei reati. Per la vicenda risulta indagata una terza persona, Ursula Geisler, che gli inquirenti hanno inquadrato nella categoria dei "prestanome". Le fiamme gialle della tenenza di Scalea hanno anche sequestrato preventivamente agli indagati beni mobili e immobili equivalenti al valore delle somme di presunta provenienza illecita.

Un'inchiesta nell'inchiesta

Come ha tenuto a precisare il procuratore Bruni durante la conferenza stampa, il filone di indagine nasce a seguito di un'altra inchiesta, denominata "Appalto Amico", che nel luglio di un anno fa portò all'arresto del sindaco Gennaro Marsiglia. Il primo cittadino di Aieta finì nelle maglie della giustizia in qualità di funzionario comunale nel settore finanziario, ruolo svolto in alcuni municipi del Tirreno cosentino, tra cui quello di Maierà. All'epilogo odierno si è arrivati seguendo una pista più ampia  che verte sul controllo degli appalti pubblici e che non esclude nuovi colpi di scena.

Le numerose società dei De Marco

Le società e le ditte coinvolte nelle azioni che la magistratura ritiene fraudolente, sono tre: La prima è a ditta individuale "De Marco Giacomo", oggi cessata, il cui unico titolare è stato Giacomo De Marco dal 1.11.1991 al 31.12.201. La seconda si chiama "Scalea Costruzioni Srl", precedentemente "De Marco Costruzioni Srl", dichiarata fallita dal tribunale di Paola il 23.06.2016. La procedura è stata chiusa per mancanza di attivo. Questa società ha visto avvicendarsi nel tempo diversi amministratori e soci, tra questi anche la moglie e il figlio del sindaco, ed è rimasta attiva fino al 16.04.2016. La terza si chiama "Immobiliari Costruzioni De Marco Srl", è amministrata dal figlio Gino, mentre entrambi gli eredi, Gino e Gianfranco, compaiono come soci. La famiglia De Marco ha poi costituito un'ulteriore società il 17.11.2017, ma ad oggi non risulta operativa.

Gli appalti nei Comuni del Cosentino

Nonostante il fallimento, negli anni padre e figlio riescono ad accaparrarsi numerosi appalti nei più disparati enti pubblici. Ci riescono perché a un certo punto impiegano e trasferiscono in attività imprenditoriali lecite tutti i beni e le attività riconducibili al ramo d'azienda della società fallita, in modo, è scritto nelle carte della procura, «da  ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa». Con la società "Immobiliare Costruzioni De Marco Srl" sono almeno tre gli appalti pubblici dei Comuni del Tirreno cosentino di cui risultano aggiudicatari: uno al Comune di Verbicaro (5.12.2016), dal valore di € 58.746,75; uno al Comune di Mormanno (6.04.2017) dal valore di € 997.104,55; uno al Comune di Longobardi (25.10.2018) dal valore di € 431.527,00. Per la cronaca, i Comuni di Verbicaro e Maierà rientrano nella stessa C.u.c., la centrale unica di committenza degli appalti. Gli altri Comuni che ne fanno parte sono Aieta, Grisolia, Orsomarso, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao e Buonvicino.

Quattro sindaci del Tirreno cosentino arrestati in nove mesi

Con l'arresto di Giacomo De Marco salgono a quattro i sindaci del Tirreno cosentino arrestati da quando Pierpaolo Bruni è a capo della procura della Repubblica di Paola. Gli altri tre sono Gennaro Marsiglia, sindaco di Aieta, Vincenzo Rocchetti, sindaco di Guardia Piemontese, e Gianfranco Ramundo, sindaco di Fuscaldo. De Marco e Marsiglia sono stati raggiunti dalla misura cautelare per motivi che non attengono al loro incarico di primi cittadini. 

Tranne Marsiglia, condannato a quattro anni di reclusione in primo grado di giudizio, gli altri tre sono ancora in attesa di giudizio o di sapere se verrano o meno processati. 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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