Il valore della trasparenza amministrativa sta diventando componente sempre più strategica per migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione. La Regione Calabria anche quest'anno ha organizzato una giornata di confronto cui hanno partecipato tantissimi dipendenti, alcuni anche da remoto, per mancanza di posti in sala.

Attenzione ad uso dati personali

«Se la pubblica amministrazione deve essere la casa di tutti, deve essere una casa di vetro, non deve essere un uomo di vetro il cittadino -ha detto Agostino Ghiglia, commissario Garante protezione dati personali –ossia è giusto assicurare a tutti i cittadini che ne hanno un diritto di ottenere dalla pubblica amministrazione qualsivoglia tipo di documentazione o di informazione, ma nello stesso tempo è altrettanto doveroso tutelare il cittadino come persona umana, la sua umanità, la sua segretezza, la sua riservatezza, che non è che le informazioni che noi prendiamo in rete poi possiamo usarle come vogliamo, le possiamo usare e dobbiamo usare nel momento in cui dobbiamo far valere un nostro diritto».

Le aree di potenziamento della trasparenza amministrativa avviate alla Cittadella di Catanzaro riguardano la gestione interna per il contrasto a sprechi e corruzione, l'innovazione e la digitalizzazione tra amministrazioni pubbliche, l'aumento della partecipazione dei cittadini anche per una migliore reputazione dell’Ente.

Cambio di prospettiva

«La cosa più difficile su cui vogliamo lavorare – ha detto al nostro Network LaC il responsabile di trasparenza e anti corruzione della Regione Calabria Roberto Cosentino – è fare sì che cambi la cultura di un'organizzazione complessa come la Regione, che i dipendenti regionali vivano tutto questo come una possibilità, come un'opportunità e non solo come un peso».

In Regione Calabria oggi è stata la Giornata della trasparenza amministrativa. Dipendenti mobilitati su una tematica che abbraccia a tutto tondo le attività del principale ente pubblico calabrese. Rimarcata l’importanza di un diritto/dovere che acquista sempre più valore dal punto di vista etico e pratico.

«Nella democrazia – gli ha fatto eco il professore Mario Caligiuri, docente di Pedagogia della Comunicazione all’Unical non possono esserci segreti, luoghi oscuri, ambiti dell'indicibile, per cui è importante che anche le strutture dell'intelligence comunichino quello che è possibile senza compromettere la ragione di Stato e l'interesse della Repubblica».