Quella di Mariassunta e di Aldo è una storia di straordinaria forza e coraggio. È una storia fatta di sfide, di difficoltà che sembravano insormontabili, ma anche di sorrisi, tantissimi sorrisi, che hanno avuto la capacità di illuminare anche i momenti più bui. Una storia di un amore materno senza confini e di amicizie che hanno trasformato la paura in speranza, i silenzi in parole e il dolore in gioia.

A ogni passo di Aldo, mamma Mariassunta ha sempre camminato al suo fianco. È stato così sin dal principio, con una presa salda e inarrestabile che non ha mai ceduto. «Aldo è il mio principino, il mio ragazzo dal cuore d'oro», dice Mariassunta con gli occhi che brillano di un amore puro nel corso di una delle puntate di Primi piani, il format in onda su LaC Tv che ha ripercorso la sua storia (CLICCA QUI PER RIVEDERLA).

Aldo è un ragazzo autistico, ma la diagnosi non arriva subito. La sua mamma ricorda il giorno della sua nascita, il 2005, come il giorno più bello della sua vita, ma il ritorno a casa non è facile. «Aldo piangeva giorno e notte, i suoi primi passi sono stati difficili, il linguaggio tardava ad arrivare. Non riusciva ad adattarsi al mondo che lo circondava, nei luoghi affollati andava in apnea. A due anni, siamo andati all'ospedale Bambino Gesù. Ha iniziato le terapie. Ma non accettava il contatto umano e quella realtà ci ha devastati».

Ogni ricordo dei primi passi di Aldo e delle sue prime parole è un'emozione indescrivibile per Mariassunta: «Un giorno, all’improvviso, ha cominciato a camminare. Poi, ha detto "mamma"».

Ma diagnosi arriva tardi: «Arrivò dal Gaslini di Genova: autismo ad alto livello funzionale. Aldo aveva dieci anni».

Quegli anni furono una serie di sfide inimmaginabili. Ogni novità per Aldo era un trauma. «Era difficile anche abituarlo a indossare maglie o pantaloni diversi, fargli capire che lunedì non è sempre lo stesso lunedì» – racconta Mariassunta.

Ma nonostante le difficoltà, non ha mai perso la speranza: «Sono stata pronta a tutto, ho abbracciato mio figlio come un dono di Dio, con un orgoglio immenso».

Poi arriva la svolta. Aldo comincia a usare il computer, si lancia nelle dirette e lentamente si apre al mondo esterno. È l'inizio della sua rinascita. «È stato straordinario, ha iniziato a scoprire il paese, la gente e a innamorarsi della musica», racconta con un sorriso.

La musica diventa il ponte che lo collega al mondo: adorava la canzone In silenzio di Omar Codazzi, e grazie a questo amore Aldo riesce a realizzare il sogno di incontrare il suo cantante preferito. «È stato un momento emozionante», dice Mariassunta, visibilmente commossa.

Ma l’incontro con Pino Gigliotti è il punto di svolta che segnerà per sempre la vita di Aldo. Zio Pino lo abbraccia e lo porta con sé nelle sue trasmissioni in onda su LaC Tv. Aldo è sempre sorridente, interagisce, si apre al mondo come mai prima. È questo è un grande traguardo, l’ennesimo di una vita ad ostacoli ma felice.

«Non rimpianti, ho messo lui davanti a tutti» - dice orgogliosa mamma Mariassunta. «Non rimpiango nulla, ho sempre messo lui al primo posto».

Un amore simbiotico quello tra Aldo e la sua mamma, fatto di sorrisi, momenti di sconforto, gioie e tante piccole grandi conquiste. Sempre insieme. Perché come dice Aldo «la vita senza mamma non sarebbe vita, sarebbe una vita persa».