Nella redazione di IlReggino.it, abbiamo avuto l'opportunità di incontrare la tenente Giusy Gambino, figura di spicco del Comando Provinciale dei Carabinieri. Focus del format "A tu per tu” è stato un tema centrale, un problema tanto grave quanto attuale: il fenomeno del femminicidio e le azioni intraprese per contrastarlo.

La tenente Gambino ha messo in luce i numeri tristemente in crescita legati alla violenza di genere, fenomeno che colpisce profondamente il tessuto sociale anche della nostra regione. In base agli ultimi rapporti, le statistiche parlano chiaro: ogni anno, centinaia di donne perdono la vita a causa di violenze perpetrate da partner o ex partner. Questa realtà non può essere ignorata e richiede una risposta adeguata, sia a livello normativo che culturale.

Uno dei punti cruciali dell’intervista è stato il nuovo disegno di legge contro il femminicidio, che si propone di sancire misure più severe per la prevenzione e la repressione di questo reato efferato. Ma l’ergastolo non è la soluzione. Giusy Gambino ha spiegato che tale iniziativa rappresenta un passo avanti importante nella lotta contro la violenza di genere. Tuttavia, è fondamentale che non si tratti solo di un inasprimento delle pene, ma di un vero e proprio cambiamento culturale che coinvolga tutta la società.

L’arma dei Carabinieri sta svolgendo un ruolo cruciale nel contrastare maltrattamenti e abusi. Attraverso campagne di sensibilizzazione e progetti di formazione, i Carabinieri mirano a educare non solo le donne su come difendersi e riconoscere i segnali di pericolo, ma anche la comunità nel suo insieme. La tenente ha sottolineato l’importanza di un’azione congiunta da parte delle istituzioni e dei cittadini per creare un ambiente in cui ogni forma di violenza sia inaccettabile.

Un appello sentito è emerso: Giusy Gambino ha esortato le donne e chiunque sia testimone di atti di violenza a non rimanere in silenzio. La denuncia è fondamentale per interrompere il ciclo della violenza; ogni testimonianza può essere il seme di un cambiamento significativo. È imperativo che chi assiste a situazioni di abuso si senta parte di una comunità che supporta e difende i diritti di tutti.

Infine, la tenente ha fatto riferimento alla necessità di una «rivoluzione culturale». Solo attraverso questo cambiamento profondo sarà possibile aspirare a un futuro in cui il numero delle vittime di femminicidio diventi zero, traguardo che lei considera l’unico dato accettabile. La lotta contro il femminicidio e la violenza di genere deve diventare una priorità collettiva, una battaglia da combattere giorno dopo giorno, affinché ogni donna possa vivere libera e sicura.

In conclusione, l’intervista con Giusy Gambino ha offerto uno spaccato della realtà con cui le donne devono confrontarsi ogni giorno e ha evidenziato l’impegno instancabile delle forze dell’ordine nella battaglia contro la violenza di genere. Le parole della tenente risuonano come un invito alla mobilitazione: insieme, è possibile cambiare le cose.