LA REGIONE AUMENTA LA TARIFFA SUI RIFIUTI. I SINDACI PRONTI AD OCCUPARE IL CONSIGLIO REGIONALE

Riunione straordinaria dell’Anci Calabria, l’associazione che riunisce i sindaci calabresi. Mercoledì una folta rappresentanza sarà a palazzo Campanella. Pronto il ricorso al Tar.

6 giugno 2014
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LAMEZIA TERME - Tutti contro la Regione, tutti contro l’Assessorato all’ambiente, tutti pronti a manifestare il dissenso nel prossimo, ultimo, consiglio regionale di questa legislatura. Protestano i sindaci della Calabria che questa mattina si sono ritrovati a Lamezia Terme per un’infuocata riunione dell’Anci, l’associazione che riunisce i comuni italiani e, in questo caso, quelli calabresi. La sala non è gremita, ma chi è presente è assai agguerrito, pronto a dare battaglia. Pomo della discordia l’aumento della tariffa regionale per il conferimento dei rifiuti. Per il dipartimento politiche per l’ambiente della Regione Calabria si tratta di una semplice rimodulazione. Non è così per l’Anci e per il suo presidente Peppino Vallone per il quale si tratta di un aumento e, quindi, di un nuovo salasso destinato ad abbattersi sui bilanci dei comuni e, soprattutto, sui cittadini.

 

Tariffe raddoppiate. Secondo l’Anci le tariffe per il conferimento dell’indifferenziata negli impianti di smaltimento dei rifiuti passerebbe dagli attuali 91,84 euro per tonnellata a circa 180 euro, ben oltre la media nazionale che è di circa 97 euro. Per la differenziata l’aumento sarebbe ancora più sproporzionato e addirittura disincentivante: da 30-35 euro per tonnellata a 100-110 euro. Un macigno insostenibile per i comuni alle prese con i conti che già non tornano e con bilanci da approvare entro il prossimo 31 luglio. Se il raddoppio delle tariffe disposto da un’ordinanza, firmata dal presidente facente funzioni Antonella Stasi, dovesse essere effettivamente attuato i costi graverebbero sulle già asfittiche casse comunali.

 

Due esempi. A Crotone, ad esempio, l’intero sistema di raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti costerebbe circa il 30% in più. Dai nove milioni attuali si passerebbe ai 12. A pagare sarebbero ovviamente i cittadini. A Rosarno o in ogni altra città di 15mila abitanti, un nucleo familiare di quattro persone, residente in una casa di circa 100 mq, vedrebbe raddoppiata la tassa sulla spazzatura con la Tari che dagli attuali 300-350 euro all’anno schizzerebbe ai 700.

 

La protesta. Lunedì in ogni provincia l’Anci organizzerà una conferenza stampa e mercoledì i sindaci saranno presenti al consiglio regionale, pronti a fare sentire la loro voce e a stoppare un provvedimento che ritengono ingiusto e illegittimo. E se la Regione continuerà a fare orecchio da mercante è pronto il ricorso al Tar.

 

 

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