L’INTERVISTA| Iacucci: “La mia Provincia tornerà ad essere la casa di tutti i Comuni” (VIDEO)

Il direttore di Lacnews24.it, Pasquale Motta, intervista il Presidente della Provincia di Cosenza. La candidatura dell’ex capo segreteria del Governatore Oliverio, era maturata in un altro contesto politico istituzionale ma, il risultato del referendum istituzionale del 4 dicembre 2016, ha rimesso al centro della dinamica politica e istituzionale un ente che, ormai, sembrava avviato verso l’epilogo

di Pasquale Motta
29 maggio 2017
18:35
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Incontro il Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, nel bellissimo Palazzo di Governo della città. Grande cordialità per un’intervista dai caratteri istituzionali dopo circa sei mesi di Governo della più Grande provincia del Paese. La candidatura del Sindaco di Aiello Calabro era maturata in un altro contesto politico istituzionale ma, il risultato del referendum istituzionale del 4 dicembre 2016, ha rimesso al centro della dinamica e istituzionale un ente che, ormai, sembrava avviato verso l’epilogo. Franco Iacucci, per oltre 20 anni è stato il braccio destro del Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, prima della sua elezione a presidente della provincia, Franco Iacucci era il capo della segreteria del Governatore della Calabria.


Motta: Da qualche mese ha assunto la funzione di presidente della provincia di Cosenza, la più grande provincia d’Italia. Assume un ruolo all’indomani di un Referendum che doveva rivoluzionare il sistema e l’impianto istituzionale e la provincia era già modificata con la legge Delrio. Quali sono le difficoltà nelle limitazioni delle province, quale prospettiva e quale ruolo bisognerà giocare?

Iacucci : Non ci sono dubbi che in questi anni la posizione del Parlamento e del Governo nei confronti delle province era quella di una nuova definizione, e cioè, abolire le province classiche che abbiamo conosciuto e costruire un sistema di aggregazione di comuni di area vasta con funzioni diverse. La legge Delrio ha ridefinito le funzioni delle province, da enti di primo livello, infatti, sono diventati enti di secondo livello, non c’è più l’elezione diretta da parte dei cittadini, sono diminuite le competenze. Viabilità e edilizia scolastica superiore, le competenze rimaste in capo alle province, inoltre, è rimasto un residuo di funzione, in riferimento ai trasporti, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e, l’ambiente, in riferimento ad una serie di nulla osta. Il referendum del 4 dicembre ha interrotto il percorso che aveva definito la Delrio e, dunque, le province rimarranno organo istituzione di tipo costituzionale. I cittadini hanno sancito che la provincia rimane come organo istituzionale dello Stato, organo di valenza costituzionale. A questo punto è urgente rivedere alcuni punti della Delrio. Le province hanno fatto una manifestazione il 18 a Roma. Tutti i presidenti delle province hanno manifestato ai rappresentai istituzionali, del parlamento e del governo, i disagi nella gestione delle funzioni alle quali le Province sono state chiamate. E ciò, perché non ci sono risorse per mettere in sicurezza le strade provinciali, sull’edilizia scolastica, la quasi totalità degli edifici hanno bisogno di essere adeguati sismicamente in riferimento alle nuove normative. Abbiamo chiesto al Governo di fornirci gli strumenti e i mezzi per esercitare le nostre funzioni per dare ai cittadini e ai territori il diritto di viaggiare in sicurezza e rendere le scuole sicure ai nostri ragazzi.

 

C’è una discussione in atto. Abbiamo fatto delle richieste, tra cui quella di inserire 650 milioni di euro nella manovra che sarà approvata in questi giorni e speriamo che il Governo comprenda che non sono richieste immotivate ma, sono richieste che escono da analisi articolate sui territori, i quali stanno vivendo un disagio terribile.

In sostanza abbiamo detto al Governo, allo Stato che se non mi dai gli strumenti per esercitare le mia funzioni … non posso essere responsabile di eventuali eventi dannosi che si potrebbero verificare. Per questo motivo, in accordo con l’UPI abbiamo depositato in tutte le Procure un esposto cautelativo dove denunciamo queste situazioni perché vogliamo essere responsabili ma vogliamo essere anche messi nelle condizioni di svolgere la nostra funzione con efficacia.

 

Motta: Quali sono le maggiori criticità da affrontare anche in prospettiva della stagione invernale?

Nella campagna elettorale sono stato candidato unico, potevo evitare la campagna elettorale. Invece sono andato nei territori, ho incontrato tutti i 150 sindaci della Calabria, ho voluto parlare con loro. Specialmente per la viabilità . Ho trovato una situazione di disperazione in alcuni territori dell’Alto Ionio. C’è disagio, ci sono strade chiuse. E Noi riusciamo a fare solo piccole manutenzioni, non riusciamo a intervenire con interventi strutturali. Ci sono ponti che sono crollati, ci sono frane, situazioni di grande grande disagio. Tenga conto che la provincia di Cosenza ha 3200 chilometri di strade. E non si capisce perché – e lo abbiamo detto al governo – per le strade provinciali si spende fino 6 mila euro all’anno a Km, mentre per le strade sotto la competenza ANAS si arriva a spendere fino a 22 mila euro a chilometro. Si capisce che c’è una disparità che non riusciamo a comprendere. Abbiamo chiesto dunque, un punto di equilibrio. I servizi essenziali devono essere garantiti . Noi vogliamo svolgere le nostre funzioni e lo facciamo con grande spirito di disponibilità e passione. Abbiamo semplicemente chiesto di essere messi nelle condizioni di fare il nostro lavoro, nell’interesse dei cittadini e del territorio.

 

Motta : Come è venuta fuori la squadra di Governo appena nominata?

Iacucci : Sono presidente della Provincia di Cosenza ma sono anche un uomo di partito, un militante, un iscritto del Pd. E non sono uno di quelli che pensa di fare da solo. Ci sono i partiti, ci sono i partiti delle coalizioni, c’è il mio partito che è il partito democratico con il quale mi sono interfacciato e ho fatto più di una riunione anche a livello nazionale, con segretario regionale e con il segretario provinciale. Ho capito che c’era bisogno di attendere la fase congressuale del mio partito per non interferire nella dinamica politica in corso. Nel frattempo ho coinvolto comunque tutti i consiglieri nella gestione, anche senza aver attribuito le deleghe . Ho parlato con i partiti della coalizione , con i quali c’erano impegni che ero tenuto a garantire, ho tenuto conto di tutte le sensibilità presenti nel nostro partito e, credo, di esserci riuscito salvaguardando anche la rappresentanza territoriale. Si tenga conto che la Proivincia di Cosenza, è la più grande provincia d’Italia, più grande della Liguria, e anche il territorio aveva bisogno di essere rappresentato.

Motta - Questione ambiente e depuratori

Iacucci: Problema fondamentale della Calabria e della nostra provincia. Non è facile affrontarlo. Il presidente Oliverio ha raggiunto un grande risultato, reperendo le risorse per intervenire. E’ stato approntato un piano di intervento, specie per i depuratori e un piano regionale per rifiuti approvato dal consiglio regionale . Adesso partiranno le gare per costruire gli impianti che sono necessari . Forse anche la nostra parte politica ha delle responsabilità. Abbiamo fatto grandi battaglie contro la costruzione degli impianti . Invece si possono costruire impianti sicuri che salvaguardano l’ambiente . Sicuramente non si riesce con la bacchetta magica ma la Regione è impegnatissima su questo fronte. Siamo sulla strada giusta. Noi dobbiamo certamente inquadrare i problemi e le criticità, ma altresì abbiamo il dovere di esaltare anche le cose positive della nostra terra.

 

Motta: Lei è un uomo di grande esperienza amministrativa. E’ Sindaco, è stato capo della segreteria del Presidente della Giunta Regionale. L’altro grande problema del quale si discute in relazione alla P.A., è quello della lentezza tra la decisione politica e la sua piena attuazione. Ci sarà possibilità che si esca da questa situazione?

Iacucci: Sono stato con Oliverio 10 anni alla Provincia di Cosenza. Prima della legge Delrio era di un’efficienza anglosassone. Le decisioni erano veloci. Era un fiore all’occhiello la provincia di Cosenza. In questi tre anni qualcosa è cambiato. Voglio rimotivare i dipendenti. La legge Delrio ha molti limiti, non ci permette di assumere. Dobbiamo tenere conto dei dipendenti che abbiamo e riorganizzare intorno a questa pianta organica il sistema.

La regione così come organizzata è un pachiderma lentissimo nel mettere in atto le decisioni. Non c’è un automatismo tra la decisione e l’attuazione. Questo è un problema. La risoluzione è legata alla riforma della struttura regionale. Bisogna renderla più snella. Bisogna alleggerire la Regione dalla gestione. La Regione deve programmare, ma poi deve delegare agli enti subregionali. E io credo che in questo le province possano dare un grande contributo al servizio delle Regione favorendo l’attuazione del programma regionale. In questi due anni di amministrazione Oliverio il Presidente è riuscito a far tornare la Calabria all’attenzione dell’Italia e dell’Europa. Prima era considerata una Regione canaglia. Oliverio è riuscito anche a mobilitare risorse. Ora però, la scommessa più importante è spendere quei soldi velocemente e per il bene della nostra terra.

 

Motta : L’aggregazione dei comuni. Lei crede che questa sia la strada giusta per superare quella che viene definita una crisi strutturale e finanziaria che riguarda soprattutto i piccoli comuni?

Iacucci : Credo di si. Noi dobbiamo mettere in campo anche un’operazione culturale. Nelle deleghe che ho recentemente varato c’è anche una consulenza gratuita con Salvatore Magarò, uno dei compiti affidati a lui è il coordinamento e del rapporto con i comuni. Questa deve diventare la casa dei comuni che devono ritornare ad avere un punto di riferimento. La provincia deve essere ente di coordinamento. Magarò avrà il compito di coordinare per promuovere l’unione e le fusioni dei comuni anche con attività di tipo culturale.

Motta – Lei appartiene al Pd, è tra l’altro, un dirigente di lungo corso di questo partito, è d’obbligo dunque una domanda squisitamente politica. Il Pd parte da un punto d’arresto: il 4 dicembre. Riuscirà anche in Calabria a recuperare il dissenso che si è manifestato in questa regione? Riuscirà a colmare questo gap? Cosa bisognerebbe fare, a suo avviso, affinché, il PD ritorni ad essere un centro di elaborazione politica?

Iacucci –In questi anni c’è stata la dolorosa scissione che io non ho condiviso perché ci indebolisce. Quest’anno noi abbiamo aderito alla mozione Renzi-Martina. Io credo che qualche passo avanti si è fatto. Ma noi abbiamo bisogno di un partito unito negli obiettivi e plurale. Si vedono passi avanti ma non sono sufficienti. Bisogna discutere con i cittadini e coinvolgerli. Deve essere un partito anche autonomo dalle istituzioni. In Calabria sarà un anno importante. Ci saranno le elezioni, poi i congressi. Bisogna mettere in campo una classe dirigente che si dedichi al partito con grande passione. Sui territori oggi arranca, non è costruito e organizzato. Si deve discutere certo ma poi il partito poi deve essere capace di indicare la linea.

 

Pa. Mo.

Pasquale Motta
Giornalista

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