Ex polveriera di Reggio: un ghetto tra rifiuti, amianto ed emarginazione

VIDEO | Il progetto di riqualificazione dell'area avviato oltre un anno fa dal comune e dalla Prefettura è fermo. L'appello delle 15 famiglie residenti: «Vogliamo andar via da qui, vogliamo una nuova vita»

di Angela  Panzera
13 ottobre 2019
12:00
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Non è cambiato il destino delle 15 famiglie residenti nell’area dell’ex polveriera di Ciccarello, alla periferia sud di Reggio Calabria. Più passa il tempo e più la situazione peggiora; i cumuli di immondizia aumentano e il progetto di riqualificazione avviato oltre un anno fa da comune, prefettura e forze dell’ordine, è completamente fermo. Mai eseguita neanche la bonifica dell’area. Accanto alle montagne di macerie delle case demolite si trovano rifiuti di ogni tipo e tra questi c’è anche dell’eternit, mai rimosso dal comune.

 

Una situazione di ulteriore degrado a cui non si sarebbe dovuti arrivare poiché la demolizione, in presenza di materiale tossico come l’eternit, si sarebbe dovuta effettuare con determinate procedure di sicurezza e di certo i rifiuti non dovevano essere abbandonati, ma smaltiti da chi ha effettuato gli interventi. «Non si possono lasciare in queste condizioni 15 nuclei familiari - tuona Giacomo Marino, referente dell’osservatorio sul disagio abitativo -. Tutto è fermo dal 17 settembre 2018. Abbiamo sollecitato e sollecitiamo costantemente, ma siamo stati costretti a presentare un esposto vista la gravissima situazione igienico-sanitaria che non riguarda solo la spazzatura, ma soprattutto la presenza dell’eternit mescolato ai rifiuti».

Una situazione insostenibile questa per i residenti del quartiere che si sentono ostaggio nelle loro stesse abitazioni, ma soprattutto delusi per il mancato proseguimento della riqualificazione. «Continuiamo a vivere nel degrado e nella povertà. Ci sentiamo emarginati e vorremmo sapere che fine ha fatto il progetto di dislocazione. Ma le Istituzioni non ci danno alcuna risposta», ci dice Alessandro Berlingeri, un ragazzo che abita con la propria famiglia nel ghetto dell’ex polveriera. Le famiglie vogliono andare via dal ghetto, ma, essendo bloccate anche le assegnazioni degli alloggi popolari, i tempi che si prospettano sono decisamente lunghi, troppo lunghi. Siamo in presenza di una vera emergenza ambientale, ma anche sociale. «I nostri bambini giocano tra la spazzatura, i rifiuti tossici e i topi - afferma sempre alla nostra testata un altro residente, Antonio Bevilaqua -. Vorremmo che davvero il sindaco e tutte Istituzioni intervenissimo perché così non possiamo stare più». L’appello dei residenti è, infatti, sempre lo stesso: tutti vogliono una nuova vita, case e strade pulite, ma soprattutto un futuro dignitoso e non da cittadini di serie B.

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