Corigliano-Rossano, traffico “abusivo” sulla strada chiusa per l'alluvione

VIDEO | L’arteria comunale dovrebbe essere ufficialmente interdetta al traffico perché pericolante. Ma ad imporre il divieto c’è solo un cartello. E la gente transita “tranquillamente”

di Marco  Lefosse
8 ottobre 2019
17:07
53 condivisioni

In certe zone di Corigliano-Rossano il tempo sembra essersi fermato a quella drammatica mattina del 12 agosto 2015. Quando le piogge impetuose si infransero sulla terra creando distruzione in quella che di lì a poco sarebbe diventata la terza città della Calabria. Un'alluvione che mise a nudo tutti i punti deboli di un territorio idrogeologicamente precario.

A parte gli interventi straordinari, compiuti sugli argini del fiume Citrea, che esondò allagando l’intera zona marina di Sant’Angelo, e qualche sparuto lavoro di somma urgenza per riparare qualche strada distrutta dalla violenza delle acque, tutto è rimasto più o meno come allora.

Nei giorni scorsi ci siamo occupati delle condizioni in cui versava e versa tutt’ora il torrente Acqua del Fico (leggi anche A quattro anni dall’alluvione i torrenti sono ancora bombe pronte a esplodere), con i residenti e gli agricoltori indignati perché a distanza di cinque anni non si sentono sicuri di lavorare nelle loro terre.

Ceradonna è “ufficialmente” inaccessibile

Oggi, invece, a qualche chilometro in linea d’aria da quel torrente, siamo andati a Ceradonna, una delle zone pedemontane di Corigliano-Rossano. Da questa contrada, dove vive una decina di famiglie, alcune anche molto giovani, passa una sola strada che collega il quartiere periferico al centro urbano di Rossano scalo e alla statale 106. Questa piccola arteria che risale il costone roccioso dalla pianura verso la Sila Greca, durante l’alluvione del 2015 è stata pesantemente colpita dall’effetto delle piogge. Il bordo strada, in molti tratti, cade a strapiombo sui burroni sottostanti senza alcuna barriera protettiva (che ha portato via la pioggia); c’è un piccolo ponte “traballante” che attraversa un torrente; e poi ci sono decine e decine di frane pronte a staccarsi dalle montagne sovrastanti.

 

Bene, quella strada che è di competenza comunale, in realtà è chiusa proprio da 5 anni ed il traffico su di essa è abusivo. Di norma su una via interdetta, soprattutto se per motivi strutturali e per il pericolo costante di frane, bisognerebbe piazzare delle barriere inamovibili. Invece no, prima l’allora comune di Rossano e oggi quello di Corigliano-Rossano, si sono preoccupati solo di piazzare un cartello giallo con il divieto di transito. Nulla di più. Quasi a dire: «Uomo avvisato, mezzo salvato!». Purtroppo, però, quella strada per tantissime persone rappresenta l’unica via d’accesso e di fuga dalle loro case. E non possono fare a meno di transitarla, tutti i giorni sapendo di dover affrontare tutti i pericoli che ne derivano.

L’allarme di una mamma: «Ho un bimbo di un anno e ho paura»

A nulla sono serviti in questi anni gli appelli alle autorità comunali, provinciali e regionali affinché stanziassero dei fondi per ripristinare lo stato dei luoghi e mettere in sicurezza sia la strada che l’abitato. Ed è da qui che monta la protesta dei cittadini. Incontriamo una giovane mamma che ogni giorno percorre quella strada e che più volte ha denunciato e segnalato le criticità di quella zona. «Non abbiamo mai visto nessuno – ha detto ai microfoni di LaC News24 – e i nostri appelli sono ripetutamente caduti nel vuoto. Io ho un bambino di un anno e vivo con la costante paura che possa accadere l’irreparabile da un momento all’altro». A queste latitudini, su queste alture si vive guardando il cielo e sperando che la pioggia non sia mai così violenta da “finire il lavoro” che ha iniziato il 12 agosto 2015.

Intanto la gente continua a pagare le tasse

C’è poi la beffa di chi ha provato a ripartire riassettando i propri terreni e chiedendo un sussidio alle istituzioni ma senza ricevere mai alcun riscontro. «Ho fatto domanda di risarcimento danni – ci racconta amareggiato un pensionato – ma mi hanno detto che non posso ricevere nulla perché non sono iscritto alla camera di commercio. Eppure – ricorda – pago puntualmente le tasse e i tributi al comune per un terreno che ho qui in zona ma al quale in realtà non posso più accedere». Già, perché il Comune mette il divieto di transito su una strada pericolante, non interviene per controlli né per manutenzione, ma pretende ovviamente che gli vengano versati gli oboli.

Gli sciacalli dell’ambiente: le discariche proliferano   

È così, in un’area abbandonata al suo destino, ci sono anche gli sciacalli. Perché una strada ed un’area non presidiate diventano l’ambiente ideale per commettere qualsiasi tipo di reato. Come quelli a danno dell’ambiente. Sulla strada di Ceradonna e nei suoi corsi d’acqua ci sono discariche di inerti, eternit e materiale pericoloso, abbondonati lì chissà da chi e chissà da quando! Nessuno vede, nessuno controlla, in una condizione di totale anarchia. Che, purtroppo, si perpetua da sempre.    

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
Lacnews24.it
X
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio