Dopo lo sgombero la baraccopoli “cara” a Salvini è una discarica di macerie e rifiuti

VIDEO | A quattro mesi dallo smantellamento, che fu anche un'operazione mediatica del vicepremier, siamo tornati nell'area di San Ferdinando che ospitava i migranti: un paesaggio spettrale che demolisce la propaganda del ministro  

di Agostino Pantano
lunedì 12 agosto 2019
12:54
176 condivisioni
Macerie e rifiuti nell’ex baraccopoli di San Ferdinando
Macerie e rifiuti nell’ex baraccopoli di San Ferdinando

Si vedono indumenti e letti, ma anche rifiuti speciali e strumenti vari di una umanità che non c’è più. Nessun regista di film di fantascienza avrebbe potuto creare un set migliore di questo, volendo rappresentare un mondo invaso da plastica e ferraglia.
Qui, nell’estate del 2019, questi cumuli di macerie sembrano il paesaggio apocalittico di una fine del mondo ingolfata da quel che all’uomo non serve più.
Siamo tornati nell’area che ospita ancora oggi quel che rimane dell’ex baraccopoli dei migranti di San Ferdinando, a 4 mesi da quando il ministro Salvini disse, a proposito del ghetto sgomberato «sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa, missione compita».


In realtà nulla è cambiato e le collinette di rifiuti, che fecero da set alla diretta social del vicepremier, sono ancora lì: oggi quasi sommerse dalle erbacce. Al comune di San Ferdinando non sono arrivati i fondi promessi per lo smaltimento, e così vi è il forte rischio che – passando altro tempo – questa “discarica di Stato” possa continuare a inquinare il terreno e l’aria. L’aria è ancora presidiata dalle forze dell’ordine giorno e notte, il sole picchia su questo corto circuito della propaganda salvianiana proprio nei giorni in cui proprio in Calabria si irrobustisce la contestazione al leader leghista, dopo il suo tour tra le spiagge di Soverato e Isola Capo Rizzuto.  

 

LEGGI ANCHE:

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
Lacnews24.it
X

guarda i nostri live stream

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: