Innamorata della fotografia e del suo tg, Rosalba Ciconte si racconta

VIDEO | La passione per le immagini, l'amore per Roma, il rapporto con colleghi e proprietà. La regista del telegiornale di LaC Tv racconta la sua infanzia e la sua storia professionale, e guarda con fiducia ed ottimismo ad un futuro dove sogna di poter continuare ad occuparsi di regia... sempre sempre in tandem con i suoi colleghi, sempre al servizio del network

di Monica La Torre
23 ottobre 2019
11:20
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Una nuova legge non scritta, ma vigente nel contesto di LaC Tv, prova che "le ragazze del tg sono graziose". La regia dei notiziari è da tempo saldamente in mano a ragazze carine, gentili, sorridenti… e straordinariamente decise. A Letizia De Gaetano, si affianca difatti la serrese Doc Rosalba Ciconte, ormai fissa nel dietro le quinte del Tg di LaC Tv e de Il Vibonese Tv: una giovane e determinata professionista, che, passando dalla maturità tecnica ha finito con il laurearsi al Dams di Cosenza. E che alla fine, dopo anni di grafica e web design, è arrivata a LaC per la passione che aveva nei confronti del mondo televisivo, della fotografia dell’immagine.

Una bimba fotografa

Ecco la sua storia: «Quand’ero bambina ero letteralmente affascinata dalla macchina fotografica di mia madre – racconta -  che era per me il più bello ed il più prezioso dei giochi. Era ancora a pellicola: ricordo l’emozione nel poterla maneggiare, la soddisfazione nell’immortalare tutto quello che mi circondava, l’attrazione che la foto, l’immagine, la luce, lo studio delle inquadrature esercitavano su di me. A questa fascinazione, si aggiunge quella per l’arte tipografica: a scuola, passavo ore a scrivere le frasi sul diario, copiando alla perfezione tutti i diversi caratteri, gli stili presi pari pari dai giornali. È lì che alla creatività a briglia sciolta, ho iniziato a dare misura ed ordine, ispirandomi al mondo dell’informazione.

Il fascino della tv

La fascinazione definitiva l’ho avuta per la televisione: ed è avvenuta guardando uno spot di comunicazione sociale. Ricordo che rimasi cosi colpita da contenuti, montaggio video, e scritta finale, che decisi che quella sarebbe stata la mia strada, e così è avvenuto. Volevo fare la creativa, e volevo farla in tv. Per questo, abbandonai scienze della comunicazione a Roma, e mi trasferii a Cosenza dove mi laureai al Dams. In seguito, ebbi l’opportunità di fare un  corso di regia, e un master in linguaggi multimediali. La passione si andava definendo, ed anche la sottoscritta andava affinando le sue capacità. Le prime esperienze televisive, le feci fuori regione: mi trasferii a Pisa, e poi a Roma, seguendo l’una o l’altra opportunità.

L'amore per Roma

«Roma mi è rimasta nel cuore: è la città più bella del mondo, e lì ho avuto modo di fare esperienza in ambienti diversi, essenzialmente legati al mondo della grafica e del web designer. La televisione però continua  ad esercitare su di me un’attrazione fortissima, che mi dispiaceva di non riuscire a concretizzare in nessun modo. La mia sorte sembrava stregata, avevo avuto tante di quegli inconvenienti che mi ero quasi messa l’anima in pace. Finché un giorno non mi resi conto che in Calabria stava nascendo un grande network, grazie al Gruppo Pubbliemme: il network LaC. Scrissi a Domenico Maduli: mandai un curriculum, e subito venni chiamata  a sostenere un colloquio. Da quel giorno, devo proprio dirlo, la mia vita cambiò».

Un incontro felice

Di quella lunghissima conversazione ricordo tutto. Non fu solo un incontro di conoscenza reciproca, fu uno scavare dentro di me, un mettere a nudo le mie ambizioni, le mie aspirazioni. Ero una grafica, ma alla luce delle mie caratteristiche e delle mie esperienze di regia, mi venne data la possibilità di scegliere: vuoi lavorare in Pubbliemme, mi chiese Domenico, o vuoi lavorare in TV? Che vuoi fare da grande? In quel momento non ebbi la benché minima esitazione, mi resi conto che a dispetto dell’esperienza relativamente inferiore rispetto quella come grafica e web designer, la televisione era il mio mondo. Risposi d’istinto che era la tv la mia ambizione, che volevo andare lì. Così è stato, e da quel giorno ho trovato una seconda casa, una seconda famiglia».

Nuove prospettive

«LaC mi ha dato l’opportunità di crescere professionalmente ed umanamente. Oggi sono felice di poter dare il mio contributo ad un’azienda così avanzata. Non ho ambizioni particolari, spero di rimanere qui per tanto tempo ancora: forse, mi piacerebbe  un programma con la regia mia, cimentarmi in qualcosa di più complesso del telegiornale. Magari un programma di informazione o di intrattenimento, che mi permetta di mettere a frutto le competenze che ho acquisto, la mia creatività. Perché in fondo in fondo, rimango una creativa…»

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Monica La Torre
Giornalista

Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra...

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