Letizia De Gaetano, la regista del Tg con la passione della telecamera

VIDEO | La determinata, puntuale e rigorosa professionista parla a 360 gradi del suo ruolo, della sua vita, della sua famiglia professionale ed umana, e confida: «Sogno di poter continuare a lavorare qui, perché sto bene, mi sento realizzata, e capisco di avere un bel ruolo»

di M LT
24 settembre 2019
15:23
129 condivisioni

«Lo so che fare la regista del primo telegiornale della Calabria non è esattamente quello che sogna una bambina quando gioca con le bambole… Ma posso dire che il giorno in cui mi hanno proposto di rimanere, al termine del primo stage, mi brillavano gli occhi. Non mi sembrava vero». Letizia De Gaetano, vera macchina da guerra della sala regia di LaC Tv, responsabile tecnico del tg, racconta il suo esordio in un ruolo che il mondo dell’informazione e della comunicazione riserva tradizionalmente a uomini grandi e grossi.

Una contraddizione al femminile

Ma siamo in Calabria, terra di contraddizioni: e a LaC tv, prima emittente della Regione per livello tecnologico e potenza dell’informazione, troviamo in cabina regia questa ragazza calma, precisa, puntuale e sorridente, con alle spalle una severa preparazione accademica, che ha scalato le posizioni sino a guadagnarsi fiducia generale, e responsabilità pesanti.  «All’epoca – racconta - era il 2011, ed ero fresca di laurea. Una convenzione tra l’Unical e l’allora Rete Kalabria mi ha dato l’oppportunità di fare un corso di operatore di ripresa, che ho colto al volo. Ho preso dimestichezza con la telecamera e poi, negli anni, ho avuto modo di crescere professionalmente: tanto che dopo qualche anno, con l’avvento della nuova proprietà, ovvero del Gruppo Pubbliemme e dell’Editore Domenico Maduli, sono diventata regista del telegiornale di LaC Tv, Lac News 24. Ho fatto tutto, dall’operatore al tecnico di emissione, dalla segretaria di produzione all’aiuto regia, dalle riprese in studio a quelle esterne  Oggi, a 35 anni, posso dire di essere una professionista soddisfatta, di essere cresciuta di pari passo con l’azienda, e di lavorare in un ambiente familiare, pieno di gente e di colleghi ai quali voglio bene».

Una famiglia...

«A questo proposito, avendo ritrovato in LaC tecnici che mi avevano formato e visto crescere sin dalle prime esperienze lavorative, voglio sottolineare che la mia famiglia professionale e la mia famiglia umana sono arrivate a coincidere. Penso ad Antonio Paglianiti, attuale direttore tecnico dell’emittente: un fratello che mi ha assistito e seguito sin dai primi passi in tv, al quale devo tanto, e che ho voluto diventasse il padrino di mio figlio». In LaC si respira quindi un’aria serena, di grande collaborazione e di grande fiducia. «Ci vogliamo bene, e si lavora fianco a fianco. La mia collega Rosalba (Ciconte, ndr) ha con me un rapporto quasi simbiotico, siamo referenti per la regia del tg, e ci alterniamo da anni. Anche durante le ferie, il nostro contatto è costante, in modo che l’una al rientro, non rimanga indietro su nulla, e sia perfettamente consapevole di cosa sia successo. Questo ci permette di gestire al meglio le mille incognite, gli imprevisti che la costruzione di due edizioni del tg giornaliere possono comportare».

L'attrazione per la fotografia

E ancora: «ho sempre desiderato fare questo mestiere, sin da bambina sono stata attratta dalla fotografia, dal mistero delle immagini, dalla macchina fotografica. E la scoperta della telecamera è stato un passo quasi obbligato. La passione per questo ambito mi ha portato prima ad iscrivermi all’istituto d’arte di Vibo Valentia, e poi al Dams a Cosenza, dove ho preso il diploma in tecnica televisiva, con una tesi sui programmi a quizi e su Mike Buongiorno, e la specializzazione in antropologia, con la realizzazione di un documentario di 15 minuti sulle Infiorate del mio paese, Potenzoni. Proprio per dare un contributo, lasciare una testimonianza, e per documentare quanto sia preziosa ed importante la tradizione ho unito l’utile al dilettevole, lavorando alla valorizzazione di un evento che amo, e che mi vede coinvolta da sempre».

Conciliare vita privata e lavoro? Si può!

«Ad oggi, a casa e nel lavoro, sono riuscita a conciliare il lavoro e la vita privata. Questo, grazie all’aiuto dei colleghi (che ad esempio, quando sono diventata mamma, mi hanno supportato in ogni modo) sia della famiglia, che mi ha sempre rispettato, ha approvato le mie scelte, e non mi ha mai messo i bastoni tra le ruote: neanche quando, da ragazzina, annunciai che volevo lavorare in televisione! Oggi, dopo 10 anni di esperienza, posso dire di averli resi orgogliosi di quello che faccio. E la cosa mi fa un immenso piacere». E ancora: «la televisione per me è un punto di arrivo. Sogno di poter continuare a lavorare qui, perché sto bene, mi sento realizzata, e capisco di avere un bel ruolo. Questo, lo avverto tanto più quanto, in passato, ho affrontato le esperienze lavorative più disparate, per sostenermi negli studi, e supportare la mia famiglia. Ho lavorato come pasticcera, come cameriera, come barista, e conosco bene l’ambito del turismo e della ricettività. Ecco perché oggi, alla luce di queste esperienze, sono ben consapevole della bellezza e della preziosità del mio lavoro. È quello per cui ho studiato, è quello che amavo e che amo».

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
X
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio