BASKET | Viola shock! Inflitti 34 punti di penalizzazione. Ora lo spettro retrocessione è concreto

Falsa fidejussione, durissima sanzione del Tribunale federale per la società neroarancio. Tre anni di inibizione a Muscolino, uno a Monastero. In attesa del riscorso, addio A2

di C. M.
lunedì 9 aprile 2018
18:08
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Una decisione shock quella presa dal Tribunale federale che ha inflitto 34 punti di penalizzazione alla Viola, condannandola - di fatto - alla retrocessione nel campionato in corso. La vicenda fa riferimento ad una storia riguardante una falsa fidejussione che la società neroarancio avrebbe avuto per poter partecipare al campionato di A2. La Viola, tuttavia, si è sempre dichiarata estranea a qualunque tipo di responsabilità, ritenendosi assolutamente parte lesa di tutta la vicenda. Ma per il Tribunale federale le cose stanno diversamente e tutti gli enormi sacrifici fatti in questa annata rischiano di essere polverizzati definitivamente.

Questo il testo ufficiale:

«Il Tribunale Federale, nella seduta odierna, applica al Sig. Giovanni Cesare Muscolino, proprietario di maggioranza della soc. Viola Reggio Calabria, il provvedimento di inibizione per anni 3, fino al 9 aprile 2021. Applica al Sig. Raffaele Monastero, Presidente della soc. Viola Reggio Calabria, il provvedimento di inibizione per anni 1, fino al 9 aprile 2019. Infligge alla soc. Viola Reggio Calabria 34 punti di penalizzazione in classifica da scontarsi nell’anno sportivo in corso. Attesa la particolare complessità della questione, fissa in 10 giorni il termine per il deposito della motivazione».

c. m.

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C. M.
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.

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