La Vibonese secondo il nuovo direttore commerciale: «Società da ribalta nazionale»

Daniele Cipollina, già manager del Palermo Calcio, nel prossimo triennio avrà il compito di creare le condizioni per sostenere le mille sorprese volute dalla nuova proprietà, la famiglia Caffo. E promette di portare l'immagine dei rossoblu all'attenzione del grande pubblico 

di Monica La Torre
4 settembre 2019
17:56
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Un progetto di rilancio che guarda lontano, quello elaborato dall’azienda Caffo a favore della Vibonese Calcio, e che individua nella figura di Daniele Cipollina, uomo di comunicazione e marketing, una delle figure cardine per il conseguimento degli obiettivi. Eh già, perché il manager palermitano, con alle spalle anni di esperienza nella massima serie calcistica, ex responsabile commerciale Infront per il Palermo Calcio, avrà - nel prossimo triennio - il compito di creare il polmone commerciale della compagine ipponiana che darà respiro al ventaglio di iniziative ambiziose che interesseranno squadra, stadio, territorio, azioni mirate. Interventi pensati per saldare definitivamente il rapporto tra blaugrana e vibonesi, siano essi tifosi, giovani, famiglie, bambini.

 

Il nuovo manager

Ad anticiparli, lo stesso manager, che confessa di aver accettato questa sfida non solo per la fiducia ed il rapporto di stima e di amicizia che lo legava da anni alla famiglia Caffo, ma anche e soprattutto per le potenzialità che ravvede nel territorio: una provincia che, alla stregua della Calabria, vuole mostrare di essere capace attraverso lo sport di sdoganare l’immagine di territorio difficile, riuscire a bypassare gli ostacoli, creare un network di relazioni ed imprese, e promuovere tutto il buono che c’è, quanto troppo spesso rimane nell’ombra, anche e soprattutto per endemiche difficoltà di comunicazione.

Un territorio complesso

«So di operare su un territorio complesso - racconta -, dal quale è difficile drenare risorse, e dove poche, pochissime sono le aziende che si muovono in ambito nazionale (Caffo è una di queste) - specifica Cipollina -. Tra l’altro, questa è anche una terra di forte campanilismo commerciale, che spinge più d’un soggetto economico, che pure riceverebbe visibilità dall’appoggiare una squadra di calcio, a non investire per meri motivi di territorialità - lamenta -. A parte questi handicap, tuttavia, vi sono dei punti di forza che a mio avviso compensano in positivo le criticità del vibonese. Una su tutte, l’importanza degli emigrati. Se si pensa che la seconda comunità di italiani all’estero, per numero di esponenti, è quella calabrese, e che i vibonesi occupano il secondo posto, sempre per numero, di questa nutrita rappresentanza, ci rendiamo conto delle potenzialità inespresse di questo target: che ovviamente avrà piacere di seguire le sorti della sua squadra, specie se, come nelle nostre intenzioni, sarà oggetto di attenzione costante da parte dei media regionali e nazionali.

 

La squadra e la Tv

La comunità estera avrà certamente piacere di seguire la squadra delle origini – prosegue il manager - e su questo grimaldello, su questo richiamo identitario, si baserà tanta parte della comunicazione e delle linee di marketing che andremo a seguire». Utili, in tal senso, le due novità principali: su scala nazionale, l’accordo stretto con Eleven, provider internazionale dedicato alla trasmissione di eventi sportivi nazionali e internazionali, che ha raggiunto l’accordo con la Lega nazionale dilettanti, e che trasmetterà anche le partite della Vibonese. In ambito regionale, il patto siglato con il Gruppo Pubbliemme ed il suo network LaC, che culminerà in una striscia d’informazione quotidiana, interamente dedicata alla squadra.

 

Lo stadio, le nuove aree

Aldilà del ruolo che andranno a giocare le ottime relazioni del manager, resta il fatto, tuttavia, che la parte più importante, l’azione più evidente ed incisiva, il fiore all’occhiello di questa nuova stagione sarà rappresentata dagli interventi di riqualificazione dello stadio Luigi Razza: la nuova area hospitality, destinata ad accogliere in un ambiente qualificato ospiti importanti, e la nuova sala stampa, più grande ed accogliente. Tra le attività che si andranno ad attivare nell’area hospitality, da sottolineare dei percorsi degustativi, dei momenti conviviali dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio.
Altrettanta attenzione, nelle intenzioni di proprietà e management, l’avranno le iniziative di alto impatto su scuola e giovani, pensate per veicolare temi di carattere sociale, messaggi forti, che la squadra dovrà fare propri, e rilanciare sulla cittadinanza: no al bullismo, attenzione al territorio, educazione allo sport.

 

La squadra ed il sociale

«La proprietà ha perfettamente chiara l’importanza, il valore delle iniziative di sensibilizzazione: le uniche che possono consolidare definitivamente il progetto vibonese, avvicinare la gente alo stadio, e soprattutto restituire al territorio una immagine significativa, capace di bypassare i confini regionali. Ripeto - chiosa Cipollina -: non siamo qui per fare una mera operazione locale, ma per sdoganare la provincia, insieme alla squadra, oltre i localismi».

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Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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