Dopo l'Everest in sella alla sua mountain bike, Luigi è pronto per una nuova sfida

VIDEO | Partito da Tiriolo, suo paese di origine, ha conquistato ben tre record mondiali. «Ad agosto 2020 scalerò monte Kailash, nel Tibet»

di Rossella  Galati
16 ottobre 2019
13:23
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Luigi Bevacqua
Luigi Bevacqua

«Per me la montagna, la natura è il mio essere. Se non ci fossero le montagne non mi sentirei  a mio agio». La montagna è il suo habitat naturale. Un passione alla quale ha abbinato sin da ragazzo quella della mountain bike. Luigi Bevacqua ha iniziato a scalare le pareti del monte di Tiriolo, suo paese d’origine, nel catanzarese, da lì un amore sempre crescente per la natura e per la sua due ruote, le scalate e le prime gare a livello regionale, nazionale, classificandosi sempre tra le prime posizioni, fino a collezionare ben tre record mondiali: «Il primo è stato sul passo del Khardung La, in India,  a 5600 metri di altezza, era una cronoscalata. Il secondo è stato sul monte Annapurna, in Nepal. Il terzo record è stato scalare l’Everest in meno tappe possibili. Da 6 tappe io le ho portate a 4, si è trattato di un record a distanza».

La prossima sfida

Traguardi importanti ma a quanto pare, nonostante i suoi quasi 58 anni Luigi, che lavora come dipendente della Regione Calabria, non si arrende ed è pronto per una nuova impresa: scalare in mountain bike il monte Kailash, nel Tibet. «Con il campione d’Europa Vincenzo Mento stiamo aspettando i permessi. Non è facile salire anche perché lì si paga. Per quanto riguarda l’altezza ancora non sappiamo fin dove ci spingeremo perché nessuno sa a cosa va incontro quando si sale sulla catena dell’Himalaya. Ce ne renderemo conto al momento. Comunque molto probabilmente il prossimo anno ad agosto saremo lì. La mia aspirazione è quella di poter girare, quando andrò in pensione se Dio mi manterrà in salute, più montagne possibili in giro per il mondo».

Il messaggio ai giovani

E in attesa di realizzare il suo sogno Luigi si dedica, tra le altre cose, a trasferire la sua passione ai giovani. «Mi sto impegnando in questo e sto cercando di fargli apprezzare la natura a 360 gradi e di trasmette quello che io ho imparato e percepito io dalla natura in questi anni. Non è facile perché a volte i giovani sono attratti da altre situazioni ma li invito a fermarsi un attimo e innanzitutto fare attività fisica, che è fondamentale. Dopodichè abbinare allo sport il rispetto per la natura e la montagna. Perché le montagne hanno un fascino particolare».

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