Manca il defibrillatore, la squadra del Cetraro calcio non scende in campo

Prima della partita al campo sportivo di Diamante, la dirigenza ha notato la mancanza dell'apparecchio e personale formato per il suo eventuale utilizzo. Per protesta, ha deciso di non disputare gare in futuro in assenza dello strumento

di Francesca  Lagatta
mercoledì 17 ottobre 2018
14:16
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La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza alla società del Cetraro è stata versata domenica scorsa nel campo sportivo di Diamante, dove i calciatori biancocelesti hanno disputato la consueta partita di campionato di prima categoria. La società, prima del match, si è resa conto che in campo non erano disponibili né un defibrillatore automatico né il personale incaricato all'eventuale utilizzo, ma l'arbitro, dopo lunghe proteste, ha deciso di andare avanti. 

 

Il fatto ha scatenato le ire dei dirigenti cetraresi, tanto da decidere che al prossimo episodio simile, la squadra incrocerà le braccia e rinuncerà alla gara. «Sarà sempre così - fa sapere un dirigente della squadra di calcio cetrarese -. Abbiamo dato inizio a una battaglia civile, che porteremo avanti fino a quando tutti, ripeto, tutti i campi sportivi saranno dotati di defibrillatori. Qualunque sia il terreno di gioco, se non garantirà la sicurezza ai nostri ragazzi noi non giocheremo. Non possiamo fare appello alla sorte ogni volta, con la vita non si scherza. La legalità, oltretutto, è un percorso che passa prima di tutto attraverso lo sport e il rispetto delle regole non può essere considerato un optional».  

 

Strumenti indispensabili per salvare la vita

La mancata installazione del Dae (defibrillatore automatico esterno) viola infatti il decreto Balduzzi del luglio 2017, che all'articolo 1, in relazione alla dotazione e impiego dei defibrillatori in campo da parte delle società sportive dilettantistiche, impone «l’obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita» e persone debitamente formate all’utilizzo di tali dispositivi «durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive e attività agonistiche di prestazione organizzate dagli Enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche».

La dura presa di posizione arriva in concomitanza con il rinnovo societario del Cetraro calcio, che ha visto l'entrata di numerosi esperti e consulenti, i quali mirano a disputare un campionato competitivo e, perché no, a riportare la squadra agli antichi splendori, in nome e in ricordo di quella tradizione calcistica locale che per anni ha visto primeggiare la compagine biancoceleste. Possibilmente in tutta sicurezza. 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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