Ilaria d'Anna: campionessa di basket anche in carrozzina

VIDEO | La passione per lo sport non l'ha mai abbandonata. La 32enne, originaria di Reggio Calabria, è affetta da una patologia degenerativa autoimmune. Dopo la diagnosi, ha ritrovato la motivazione che l'ha portata alla nazionale italiana

di Angela  Panzera
mercoledì 3 ottobre 2018
14:43
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Ilaria d’Anna in campo
Ilaria d’Anna in campo

«Il basket è stata la mia ancora di salvezza, la mia nuova vita». Nonostante la malattia Ilaria d’Anna è riuscita a vincere. Il canestro più importante l’ha segnato quando ha superato le sue paure e ha continuato a fare sport. Medaglia di bronzo agli ultimi europei B di basket in carrozzina, Ilaria, 32enne di Reggio Calabria e madre di due bambini,  è affetta dalla “spondilite anchilosante”, una patologia  degenerativa autoimmune  diagnosticata oltre tre anni fa che le ha colpito il bacino, precisamente l’osso sacro. «Uno dei momenti più brutti che ho vissuto e quando non sono riuscita più ad alzarmi dal letto- ha dichiarato alla nostra testata- in quei giorni, di forte dolore, pensavo: “ ora come faccio? Con due bimbi piccoli? Come li aiuto? Se non c’è mio marito ad aiutarmi, come faccio? Ecco questo è stato uno dei momenti peggiori». Passano i mesi, Ilaria subisce diverse visite mediche e terapie: al suo fianco sempre la sua famiglia e il marito, Antonio Cugliandro. «Insieme ai miei figli- afferma- è la persona più importante, colui che mi ha portato a reagire».

 

Ed è proprio insieme ad Antonio Cugliandro, che è anche il suo allenatore, entra a far parte della “Reggio basket in carrozzina”, l’unica realtà sportiva calabrese, per questa disciplina, la quale aggrega diversi atleti affetti da disabilità motorie diverse. In poco tempo però, Ilaria riesce a ottenere un traguardo importantissimo: indossare la maglia azzurra. «Far parte della nazionale italiana-ha dichiarato- è un onore. È sempre stato un mio sogno fin da quando giocavo a basket “in piedi” ed è per me un’esperienza bellissima in quanto la prima volta che ho indossato la maglia azzurra abbiamo vinto la prima partita in assoluto, contro la Turchia, e quindi porto con me questa importante vittoria».

 

Passione e dedizione costante per lo sport. Ilaria infatti è sempre stata super attiva. Oltre il basket ha praticato anche l’atletica. Una volta diagnosticata questa patologia è riuscita a ritrovare la positività e le energie giuste per affrontare una nuova disciplina. «Potevo nuovamente giocare e avere una possibilità di sfogare la depressione di quei momenti, la mia “non voglia di fare più nulla”, e quindi avere una vita più attiva». Ilaria la carrozzina la usa “solo” per giocare a basket. Le sue condizioni fisiche, fortunatamente, nonostante le mille difficoltà, le permettono di stare in piedi anche se la paura per un eventuale aggravio della sua condizione fisica, è sempre dietro l’angolo. «La mia disabilità ovviamente- dice ai nostri microfoni- non mi permette di condurre la mia vita al meglio, soprattutto nella quotidianità, azioni che per tutti possono sembrare facili, come ad esempio fare le pulizie, per me non sono così facili.

 

La mia paura più grande è quella di non potermi più prendere cura della mia famiglia; la mia è una patologia degenerativa e quindi il rischio c’è ma, io sono una persona positiva. Non voglio e non posso abbattermi». Ed è per questo che lancia un messaggio ai tanti ragazzi affetti dalle disabilità. «Io sì sono disabile ma, solo fisicamente. Noi siamo tutti uguali, non c’è differenza. Non esiste disabilità se non quella che si crea tra di noi. Ossia il muro che creiamo noi stessi». Il sorriso Ilaria non lo ha perso.  Si è rimessa in discussione. Ha superato i suoi limiti, facendoli divenire opportunità. «Non bisogna mai arrendersi. Questo dico ai ragazzi- ha concluso-; anche se ci sono dei limiti imposti dalla vita bisogna sempre andare oltre. Fare sport aiuta prima psicologicamente e poi fisicamente. Quindi perché non farlo? A chi in questo momento si vede senza via di uscita lo dico apertamente: venite a giocare a basket in carrozzina!».

 

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