Il catanzarese campione del mondo di Taekwondo pensa alle Olimpiadi

Il diciannovenne Simone Alessio premiato da Comune, Coni e Fita: «Orgoglio della nostra città e della Calabria». Si allena da 10 anni nella palestra delle Fiamme rosse dei Vigili del fuoco di Catanzaro e sogna i giochi di Tokio 2020

di Daniela  Amatruda
2 luglio 2019
20:22
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Ha diciannove anni e da pochi giorni ha conseguito la maturità al liceo scientifico “E. Fermi” di Catanzaro marina. Finiti gli esami, però, non sta pensando al sole, al mare e alle serate con gli amici. Ha un obiettivo speciale: le qualificazioni per le Olimpiadi di Tokio 2020. E per arrivarci, dovrà sacrificare la sua vita da diciannovenne ed allenarsi duramente. 

 

Lui è Simone Alessio e lo scorso 18 maggio, sul tatami della Manchester Arena, ha conquistato la medaglia d’oro ai campionati mondiali di Taekwondo Cat -74 kg, superando nella finale il giordano Ahmad Abughaush, campione olimpico in carica e tra i più favoriti. L’incontro è stato chiuso al terzo round per 18-11. Un risultato sorprendente che gli ha permesso di meritare un posto nella storia dello sport italiano. Alessio, infatti, è il primo ad aver conquistato il titolo di campione del mondo di taekwondo in Italia. 

 

L’emozione è ancora forte, intensa e viva nei suoi occhi e nelle sue parole. Dopo l’accoglienza ricevuta all’aeroporto di Lamezia Terme, da parte di familiari, atleti e amici, Simone è stato travolto dall’affetto anche della sua scuola, che lo ha accolto come un eroe in classe, e da molti enti ed istituzioni che gli hanno tributato diversi riconoscimenti.

 

«Sono molto contento – ha detto Simone Alessio – in particolare per le parole spese dalle istituzioni. Mi inorgoglisce aver dato lustro alla città e alla Calabria tutta e lavorerò per dare altre soddisfazioni». Ma al di là dell’aspetto tecnico della sua disciplina, diventare “campioni” richiede anche tanto sacrificio nel rinunciare ai momenti più spensierati della sua età: «Per essere campioni non è importante solo il risultato - ha detto -, ma quanto una persona dedica la sua vita allo sport. Auguro a tutti gli altri atleti del Gruppo sportivo Vigilfuoco di poter raggiungere presto questo traguardo e faccio anche un augurio a me stesso, affinché questo risultato sia solo il primo di una lunga serie».

 

Sempre presenti al suo fianco, i suoi genitori. È la mamma, Rosanna Spadafora, a prendere per prima la parola per spiegare com’è la vita di un giovane atleta: «Proprio quest’anno – ha spiegato – Simone ha dovuto rinunciare a tante cose che fanno i suoi coetanei, tra cui il viaggio con i compagni dell’ultimo anno di scuola, le cene, i compleanni degli amici ed i sabato sera, perché doveva allenarsi, ma alla fine tutti questi sforzi sono stati ripagati».

 

A far nascere la passione per questo sport è stato il papà Salvatore poiché lo praticava da piccolo, ma la scelta per questa disciplina è stata fatto in particolar modo per “placare” una forte vivacità di Simone: «Il Taekwondo è uno sport che da’ delle regole – ha raccontato il papà – e speravamo che lo avrebbe calmato un po’ ed avevamo ragione perché ha utilizzato quella vivacità per alimentare una passione. Lui adesso è molto determinato e nonostante la sua giovane età, sta procendendo con serietà e grande spirito di sacrificio. È giovane ed il tempo è dalla sua parte, speriamo bene». 

 

Oggi, la consegna di una targa a Catanzaro da parte del sindaco Sergio Abramo e dell’assessore allo sport, Domenico Cavallaro, nella sala Concerti di Palazzo De Nobili. Alla cerimonia hanno partecipato anche il delegato provinciale del Coni, Giampaolo Latella, il presidente regionale della Federazione italiana taekwondo (Fita), Giancarlo Mascaro, il maestro federale Taekwondo Francesco La Face ed il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Mario Falbo. 

 

«L’impresa di Simone Alessio ha riempito d’orgoglio la città, la provincia e la Calabria - ha detto il sindaco -. Simone ha continuato nel modo più bello possibile la grande tradizione sportiva di una società, come quella del Gruppo sportivo Vigilfuoco, che da decenni sforna atleti di livello in varie discipline e, adesso, è riuscita a raggiungere il punto più alto nel Taekwondo».

 

L’assessore Cavallaro ha sottolineato «l’esempio che un ragazzo come Simone può dare agli sportivi più piccoli: sacrificio, abnegazione e passione gli hanno permesso di ottenere la medaglia più prestigiosa che è un vanto per il Capoluogo e per l’intera regione».

 

Al termine dell’evento, Simone ha premiato tutti gli atleti della squadra regionale di taekwondo: 

Giovanni Scarcelli, Biagio Cariati, Pierpaolo Torcia, Marco Lauritano, Domenico Miletta, Gabriele Arcuri, Valeria Cutrupi, Martina Levato, Rossella Guarna, Rita Ierinò, Ajar Chekkar, Vittoria Sacco, Samuele Gigliotti, Carlo Amodei, Giacomo Giovanni Cascas, Andrea Zavaglia, Giuseppe Guarna, Marcus Campbel, Carmine Perri, Elisa Basile, Melania Raimondo, Alessandra Procopio, Mariangela Fabiano, Desiree Arabesco, Tatiana Talarico, Davide Critelli, Alfonso Salatino, accompagnati dai commissari Ciro Giordano, Zeno Mancina, Antonio Voci e Danilo Pronestì.

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