Da Zelig a Cittanova, al teatro Gentile arriva Paolo Migone

Il comico e cabarettista toscano aprirà il Cabaret fest, progetto che rientra nella XVII stagione teatrale dell'associazione Kalomena

di Redazione
6 gennaio 2020
12:12
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Il comico Paolo Migone
Il comico Paolo Migone

Sarà Paolo Migone con lo spettacolo “Completamente Spettinato” ad inaugurare il Cabaret-Fest venerdì 10 gennaio al Teatro Gentile di Cittanova, nell’ambito degli appuntamenti della XVII Stagione teatrale 2019/20 organizzata dall’Associazione Kalomena, con il patrocinio della locale Amministrazione comunale, della Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, della Città Metropolitana ed il sostegno della BCC di Cittanova.

Gli abbonamenti e i biglietti saranno in vendita presso il teatro Gentile mercoledì 8 gennaio dalle ore 16.00 alle 18.

Migone, ecco chi è

Paolo Migone è un comico e cabarettista toscano, approdato a Zelig nel 2000.

Forte di un’esperienza teatrale di anni, camaleontico, dallo stile visionario, sul palco Paolo Migone ha la capacità di raccontare, attraverso una gestualità essenziale, situazioni e immagini rievocandole con l’ausilio di uno stile di scrittura sobrio e di grande impatto.

“Completamente Spettinato” è uno spettacolo che racconta l’innamoramento e l’amore riportandoli sul piano della realtà quotidiana, fatta di incomprensioni, gelosie, rancori e anche cattiverie.

 

Attore, regista e autore teatrale e televisivo, Paolo Migone usa come filtro la sua comicità corrosiva, la sua inimitabile mordacità toscana che caratterizza uno stile inconfondibile.
Il suo argomento preferito è l’eterno gioco fra uomini e donne che, pare, fornirgli spunti creativi inesauribili con un occhio sempre attento ai costumi contemporanei, alla realtà del suo tempo.

 

Le sue verità, il suo punto di vista passano attraverso il clima surreale che l’artista riesce magicamente a ricreare in ogni sua esibizione. Mettetelo su un palcoscenico ed il palcoscenico diverrà una fucina di invenzioni senza sosta. Non ha confini nella sua fantasia, ci sorprende con continue deviazioni della narrazione, ci illumina con trovate verbali, ci folgora con lampi di improvvisazione, corre con l’umorismo come un torrente in piena percorre la valle, risaie, maremme, dirupi, prati fioriti e quando arriva al mare, il mare non sa più che pesci pigliare.

 

Nel suo spettacolo c’è verismo, surrealismo, malinconismo, risatismo, è un labirinto intricato come la mente di Paolo Migone, nella quale ci si può infilare senza paura, perché in fondo si trova sempre l’uscita...o l’entrata di un nuovo labirinto.

 

 

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