Borghi abbandonati da ripopolare al “Piccolo Festival delle Spartenze”

È stata presentata a Roma la manifestazione su migrazioni e cultura che si svolgerà a Paludi dal 1 al 10 agosto. Fulcro dell'evento la migrazione utilizzata in chiave positiva come elemento di crescita e conoscenza 

di Redazione
domenica 29 luglio 2018
11:07
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È arrivato alla sua III edizione il “Piccolo Festival delle Spartenze. Migrazioni e cultura” il progetto presentato venerdì alla Camera dei Deputati e organizzato dall'associazione culturale Assud. L'evento si svolgerà dal 1 al 10 agosto a Paludi, nel Cosentino, e comuni limitrofi.
Il festival nasce nel 2016 come un’iniziativa culturale finalizzata a riunire gli attori culturali, la società scientifica e gli enti territoriali e mira a promuovere le comunità, utilizzando la migrazione in chiave positiva, come elemento interpretativo e di conoscenza. Un contributo alla nostra Italia e ai tanti italiani sparsi nel mondo. Tra i temi al centro del dibattito: la rivitalizzazione dei piccoli borghi abbandonati, il turismo sostenibile, la fuga dei cervelli. La popolazione italiana infatti sta perdendo i suoi giovani e non sta acquisisce quelli di altri paesi.

 


«Quando parliamo di emigrazione pensiamo sempre ai nostri nonni – afferma Giuseppe Sommario, ricercatore Università Cattolica di Milano e direttore artistico del Festival – con la valigia di cartone. L'emigrazione oggi non è finita, continua ma con altre modalità».
«Il termine "spartenze" – ha aggiunto – va letto nel senso di partenza ma anche di “spartenza”, ovvero condivisione”. Presenti alla conferenza stampa il consigliere Armandino D'Egidio della Regione Molise, terra anch'essa nota per il forte tasso di abbandono dei borghi per fenomeni emigratori, Angela Schirò, che ha portato la sua testimonianza di figlia di emigranti italiani (papà siciliano e mamma calabrese), nata e cresciuta in Germania e oggi ritornata in patria in rappresentanza degli italiani all'estero. Antonio Viscomi, presente anche lui alla conferenza ha commentato: «ripercorrere e raccontare le storie dei migranti è un'occasione per favorire la riscoperta della nostra identità, un’occasione per fare comunità e dare una visione di futuro e di rilancio della nostra regione».

 

 

Tra le novità di quest'anno il Calabria in Campus, un'iniziativa di “volontariato attivo” che coinvolgerà un gruppo di giovani provenienti da diverse realtà italiane e straniere nell'impegno di imparare a raccontare un piccolo borgo, in collaborazione con la Fondazione Antonino Scopelliti, e il I raduno dei Ricercatori calabresi nel mondo che vedrà confrontarsi ricercatori, professori, formatori italiani che hanno lasciato la Calabria e talvolta l'Italia per perseguire (e proseguire) all'estero la passione e l'amore per lo studio e la ricerca.

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