Dalla schiavitù della dialisi al trapianto, la nuova vita di Vincenzo

VIDEO | La storia del 54enne di Soverato domani, 26 giugno, a LaC Salute. Ospite anche il direttore della chirurgia addominale complessa di Cosenza Sebastiano Vaccarisi 

di Rossella  Galati
martedì 25 giugno 2019
13:11
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Vincenzo Cavallaro e Antonella Nisticò
Vincenzo Cavallaro e Antonella Nisticò

Ha sempre avuto fiducia nella Calabria e nei medici calabresi Vincenzo Cavallaro 54enne di Soverato, da poco più di un anno è tornato a vivere grazie ad un trapianto di rene eseguito all’ospedale Annunziata di Cosenza dall’equipe di Chirurgia epatobiliopancreatica e trapianti diretta dal dottore Sebastiano  Vaccarisi. Un calvario il suo partito quando aveva circa 25 anni a causa di un rene policistico.

La malattia

«I primi tempi non mi ha dato particolari problemi – racconta - Nell’ultima fase dalla malattia, quando la creatinina iniziava a salire, ho avuto una forte ematuria. C’era il sospetto di un tumore. Da lì le visite a Reggio Calabria con il dottore Pietro Cozzupoli che mi ha consigliato di asportare il rene perché era troppo grosso. Le cisti all’interno erano troppo compresse, una in particolare era di 17 centimetri, due volte più del rene». L’asportazione del rene sinistro a Reggio Calabria e poi la dialisi per due anni a Soverato. Anni difficili per Vincenzo e per la sua famiglia.

La dialisi

«È vero che la dialisi salva la vita ma ci sono tanti problemi e si sacrifica un’intera famiglia. È stato davvero pesante» spiega Vincenzo. «Io accompagnavo mio marito in ospedale tre volte a settimana, dalle 14.00 alle 19.00 – racconta la moglie Antonella Nisticò -. Arrivavamo a casa, mangiava qualcosa e si metteva a letto. Il giorno dopo non faceva in tempo a riprendersi che il giorno successivo doveva andare di nuovo in dialisi. Non c’erano feste, non potevamo fare una passeggiata perché non era in condizioni di poterla fare».

Il trapianto

Tanti sacrifici e tante rinunce fino a quando il 24 marzo 2018 Vincenzo passa dalla schiavitù della dialisi alla gioia del trapianto. «Ringraziamo il Signore e le persone che hanno donato il rene – aggiunge Antonella -. Perché non è facile in un momento di dolore, dare il consenso per la donazione degli organi. Chi decide di farlo deve sicuramente essere una persona molto buona. Con il trapianto la nostra vita è cambiata. Anche se mio marito continua a curarsi a Cosenza, noi ora il sabato possiamo andare a fare una passeggiata in montagna senza il pensiero della dialisi e senza la paura che possa succedere qualcosa ed essere troppo lontani dall’ospedale. E poi ci tengo a ringraziare il dottore Vaccarisi, persona molto attenta, cordiale e umana, e tutta la sua equipe, persone straordinarie, ci sono stati tutti molto vicini». «Il trapianto è un’esperienza unica. Chi non è dentro non può capire. Ho trovato dei medici eccellenti sia a livello umano che professionale, a Reggio Calabria il dottore Cozzupoli, a Soverato il dottore Giovanni Mazzitello e a Cosenza il dottore Vaccarisi. Io ho tre figli, tre nipotini e ora la mia vita continua».

 

Una storia a lieto fine dunque che sarà approfondita insieme al direttore Sebastiano Vaccarisi nella nuova puntata di LaC Salute mercoledì 26 giugno alle 13.00 e alle 20.00 sul LaC Tv canale 19. Un’occasione per fare anche il punto sui risultati raggiunti negli ultimi anni dall’unità da lui diretta.

 

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