Solidarietà a Tropea, al reparto Dialisi una nuova donazione dall'Aned

VIDEO | Ancora un contributo dell’Associazione nazionale emodializzati che ha acquistato tre televisori grazie al denaro raccolto dalle famiglie di due pazienti deceduti

di Alessandro Stella
8 luglio 2019
13:06
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Un momento dell’incontro
Un momento dell’incontro

Continua l’attivismo di Aned al reparto Dialisi dell’ospedale di Tropea. Questa mattina il tunnel di introduzione all’ala nefrologica è stato teatro di una nuova donazione grazie alle famiglie di due pazienti che hanno lottato fino all’ultimo contro la terribile malattia.


Presenti i locali responsabili dell’Associazione nazionale emodializzati, Pasquale Scarmozzino, Rossella Iannello e Nino Valeri; il direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia, Elisabetta Tripodi; il commissario prefettizio del Comune di Limbadi, Antonio Reppucci; il vicesindaco di Tropea, Roberto Scalfari; il sindaco di Zambrone, Corrado L’Andolina; il vicepresidente regionale Aido, Giuseppe Conocchiella; il primario di Nefrologia, Antonio Pugliese; il direttore del dipartimento di Chirurgia e Specialità chirurgiche dell’Asp, Giuseppe Rodolico; i rappresentanti del comitato Pro ospedale; il personale sanitario del reparto.


Al centro dell’incontro la beneficenza nei confronti di quanti sono in cura: la donazione, da parte delle famiglie Sorbilli e Ferraro, di tre televisori per consentire ai pazienti di trascorrere il tempo del trattamento con maggiore serenità.


In quest’ottica si inquadra anche il contributo dell’Asp, che ha consegnato un frigorifero al compartimento: «È un gesto simbolico per rendere meno faticosa la permanenza», ha sottolineato il direttore Tripodi, la quale ha posto l’accento anche su una tematica importante come la dialisi vacanze: «Abbiamo sottoscritto un accordo con l’ospedale Careggi di Firenze: da settembre arriveranno qui diversi pazienti che hanno scelto Tropea per trascorrere le ferie proprio per via dell’erogazione del servizio».


L’attenzione del prefetto Reppucci, sempre vicino alle lotte dell’Aned, si è invece concentrata sulla sanità regionale: «Ho lavorato in diversi centri della Calabria, ho trovato problematiche serie, alcune risolte, altre che permangono. È necessario un salto di qualità, soprattutto in termini di emigrazione sanitaria. Le eccellenze non mancano, basti pensare che a Perugia, dove ho fatto il prefetto, moltissimi primari sono calabresi, per questo bisogna metterli nelle condizioni di fare bene qui. E questo è possibile solo con un gioco di squadra, un elemento che difficilmente trovo in Calabria. Spesso nei convegni sento dire “faremo questo”, ma nessuno dice “stiamo facendo questo”. Ecco, è da qui che bisogna partire: è necessario che i giovani si indignino, si facciano sentire sulle problematiche ataviche di questa terra».


Rossella Jannello dell’Aned ha ringraziato le famiglie «che hanno devoluto le cifre raccolte durante i funerali all’associazione. Senza di loro oggi non avremmo potuto fare questo gesto».


«Aned non si ferma mai»: così ha commentato Pasquale Scarmozzino secondo il quale «abbiamo delle risorse umane invidiabili rispetto ad altri centri. E quindi – ha proseguito – faremo altre iniziative, soprattutto in autunno quando presenteremo i dati raccolti nelle giornate di screening, numeri che meritano attenzione particolare».


Nino Valeri ha invece voluto sottolineare «quanti sono passati da qui e non ci sono più. Ricordare – ha continuato – significa tenerli ancora vivi tra di noi e questo è necessario per continuare a lottare e migliorare ancora di più questo reparto».


Interessante anche il contributo di Conocchiella, secondo il quale bisogna porsi come obiettivo «che le dialisi col tempo non siano più necessarie. Questo è possibile solo tramite la donazione degli organi. Se si pensa che recentemente a Vibo ci sono stati otto decessi di potenziali donatori e che per ognuno si sarebbero potuti donare cinque organi, si sarebbe potuto dare una vita dignitosa a chi soffre e avremmo ridotto il numero di posti letto nei reparti. Mi rivolgo agli uffici anagrafe di tutta la Calabria affinché formino il personale per favorire la donazione sui documenti ufficiali».


«Siamo sempre vicini all’ospedale di Tropea e al reparto di Nefrologia»: queste le parole di chiusura del vicesindaco Scalfari, che ha ricordato anche l’importanza della dialisi vacanze per lo sviluppo turistico della città.

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