Coronavirus Calabria, la Regione presenta il piano per l’emergenza

Più posti letti, assunzioni, utilizzo di ospedali dismessi oppure locali confiscati dove ospitare i pazienti positivi. Le strategie illustrate in una riunione nella sede della Giunta

9 marzo 2020
20:33
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Coronavirus, foto ansa
Coronavirus, foto ansa

Un programma in tre fasi, da definire “nell'arco di questa settimana”. È il piano operativo che la Regione Calabria ha allestito per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. È stato presentato oggi pomeriggio alle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria in una riunione nella sede della Giunta alla quale hanno partecipato il presidente della Regione, Jole Santelli, e i delegati individuati da Santelli per il coordinamento e la gestione delle attività legate all'emergenza, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Domenico Pallaria, e il dirigente generale del Dipartimento Tutela della salute, Antonio Belcastro. Lo stesso Belcastro ha così illustrato i contenuti del piano ai giornalisti.

Il piano della Regione

«Il programma – ha esordito - prevede un primo step attraverso una rimodulazione dei posti letto all'interno degli ospedali, una rimodulazione che privilegerà in questo momento le terapie intensive e quindi le rianimazioni, le malattie infettive e le pneumologie, e questo non andrà a detrimento delle altre unità operative ma sarà anche la logica conseguenza di un provvedimento di rimodulazione delle attività di ricovero, in cui saranno privilegiati quelli urgenti e saranno dilazionati, per un periodo comunque breve, quelle programmabili, cioè differibili e non urgenti, quindi i ricoveri in elezione. Da qui – ha spiega il dg del Dipartimento Tutela della salute - ricaveremo più posti letto: saranno disponibili, qualora dovessero rendersi necessari, posti letto per la pneumologie, alcune delle quali diventeranno sub-intensive, per le malattie infettive e 51 posti letto ricavati nelle attuali 11 rianimazioni».

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Ospedali Covid

«La seconda fase del programma – ha aggiunto Belcastro - «prevede l'individuazione, attraverso la condivisione con le aziende sanitarie, di uno o più ospedali Covid nelle cinque province: sono ospedali già funzionanti e già utilizzabili per ospitare eventuali pazienti positivi. Infine, una terza fase, alla quale ovviamente speriamo di non arrivare ma alla quale dobbiamo prepararci, è l'individuazione di strutture ricettive: la presidente Santelli si è già mossa interessando anche l'Agenzia dei beni confiscati, ma pensiamo anche a ex ospedali magari ora chiusi ma che in pochissimo tempo potrebbero essere messi nelle condizioni di ospitare eventuali quarantene generalizzate».

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«Il tutto – ha sostenuto il dg del Dipartimento regionale Tutela della Salute - dovrà essere fatto nell'arco di questa settimana, abbiamo chieste alle aziende di darci già domani di presentare emendamenti o suggerimenti alla nostra proposta e quindi noi procederemo ad adottare le misure necessarie». Quanto al personale Belcastro ha osservato che «il ministero ancora non ci ha ancora comunicato nulla, siamo in attesa di avere notizie perchè il personale sarà autorizzato e potrà essere assunto con le forme più veloci possibili, anche a chiamata diretta o con partita Iva».

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