Gastroscopie sospese all'ospedale di Praia, Di Natale promette battaglia

Il servizio potrebbe risultare interrotto già dal prossimo lunedì. La causa è la mancata sostituzione o riparazione del gastroscopio. Il consigliere provinciale: «La salute dei cittadini prima di tutto»

di Francesca  Lagatta
2 marzo 2019
16:33
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Ospedale Praia
Ospedale Praia

La notizia della possibile sospensione degli esami di gastroscopia all'ospedale di Praia a Mare a partire dal prossimo lunedì, data in esclusiva dal nostro network due giorni fa, ha suscitato molteplici reazioni, non solo tra i cittadini del comprensorio altotirrenico, anche tra i rappresentanti istituzionali.

L'intervento di Di Natale

Graziano Di Natale, fresco di rielezione al consiglio provinciale di Cosenza, ha fatto sapere che non starà con le mani in mano e tra meno di 48 ore si attiverà per scongiurare la momentanea sospensione del servizio. «Lunedì mattina sarò all’Asp di Cosenza per chiedere che vengano messe in moto, immediatamente, le procedure atte a risolvere questa incresciosa circostanza. La salute dei cittadini prima. Prima di tutto». Ha poi aggiunto: «Il servizio rappresenta una eccellenza per il nostro territorio ottimamente diretto dal dott. Antonio De Lio. Di fronte all’inerzia di chi si sarebbe dovuto adoperare a sostituire l’attrezzatura, sento il dovere di intervenire a tutela dei tantissimi cittadini del territorio che vedono nel dott. De Lio e nei suoi collaboratori preziosi punti di riferimento a cui rivolgersi per trovare le giuste e professionali risposte».

La vicenda

A novembre scorso, alcuni dirigenti avevano fatto richiesta all'azienda sanitaria Provinciale di Cosenza di comprare un nuovo gastroscopio, ormai obsoleto, o di farlo riparare dalla ditta incaricata, ma l'allora direttore generale Raffaele Mauro ha lasciato cadere nel vuoto le richieste d'aiuto. Cosicché lo strumento sarebbe diventato inutilizzabile e potenzialmente inaffidabile, al punto da costringere i medici del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva a optare per la momentanea sospensione degli esami diagnostici.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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