Corigliano-Rossano, nuovo ospedale al palo: non si trova un notaio per la firma

La Regione Calabria in tredici anni dall’inizio dell’iter progettuale ha trovato tempo e soldi per celebrare ben quattro cerimonie di inizio lavori ma oggi non riesce ad ingaggiare un ufficiale notificatore per il passaggio di consegna tra la vecchia e la nuova società

di Marco  Lefosse
17 settembre 2019
18:53
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A.A.A. notaio cercasi. Il costruendo nuovo ospedale della Sibaritide è ingrovigliato in una torre di babele burocratica. Infatti, dopo la paura che il banco della realizzazione della nuova struttura sanitaria strategica potesse saltare per via della messa in liquidazione della società appaltatrice Tecnis, oggi che questo “cavillo” pare sia stato superato con il subentro di una nuova società (la D’Agostino costruzioni Srl che ha acquisito proprio la società catanese), mancherebbe solo la firma di un notaio.

Sembra paradossale, ma a tenere fermi i lavori per la realizzazione di un presidio essenziale per tentare di riequilibrare il profondo deficit di sanità nel territorio della Sibaritide e nella nuova terza Città della Calabria, sarebbe proprio la mancanza di un atto notarile che sancisca la voltura del contratto d’appalto tra la vecchia e la nuova società. Bazzecole burocratiche che, però, nell’economia della disastrata sanità pubblica calabrese significano ulteriore emorragia di denaro ed inefficienza dei servizi.

Il supervisore dei nuovi ospedali è Franco Pacenza

Insomma, a venire meno – come del resto in molte della altre questioni del territorio dell’alto Jonio – è la volontà politica che proprio non riesce a dare la scossa che serve alla burocrazia. Che, al contrario, aspetta. Poi, in tutto questo bailamme, c’è il gioco di competenze. Si dirà: “È il commissario Cotticelli che tiene in mano il pallino della Sanità in Calabria”. Certo, ma poi scopri scopri, proprio sugli affari dei costruendi nuovi ospedali calabresi c’è una figura che dovrebbe supervisionare su tutto. E quella figura è Franco Pacenza, designato dal presidente della Regione, Mario Oliverio, proprio per gli affari degli ospedali.

In tredici anni quattro inaugurazioni

A conti fatti, del nuovo nosocomio della Sibaritide in contrada Insiti (nel centro geografico di Corigliano-Rossano), ad oggi ci sono quasi due chilometri di muro perimetrale ed una grande buca che dovrebbe accogliere le fondazioni della struttura. E per tutto questo ci sono state ben quattro cerimonie: tra inaugurazioni varie, pose di prime pietre e conferenze stampa con tanto di gazebo che quell’ospedale quasi te lo facevano vedere costruito e funzionante. 

E le stranezze della politica e della pubblica amministrazione calabrese sono proprio queste. Perché si trovano sempre tempo e denaro per le “operazioni spot” mentre poi per ingaggiare un notaio che ponga una semplice firma su un contratto passano mesi, passano intere legislature e i cittadini rimangono sempre con il cerino spento in mano, in attesa che qualcosa si muovi. A proposito, il progetto, l’idea del nuovo ospedale della Sibaritide quest’anno compie 13 anni.

Un progetto che vale 145milioni di euro 

L’importo originario dei lavori in principio si aggirava attorno ai 145milioni di euro dei quali circa un centinaio a carico della regione e 45, invece, a carico del privato concessionario. In realtà, chi costruirà l’ospedale – e avrebbe dovuto farlo in tre anni dalla stipula del contratto avvenuta nel 2014 - dovrà anche gestirlo per i successivi 25 anni. Ad oggi è stato realizzato solo il 3% dell’opera. Dopo la definizione della procedura di subentro della nuova società oggi si aspetta la voltura del contratto dalla Tecnis alla nuova impresa. Tutte le autorizzazioni ed i permessi sono stati acquisiti. I lavori, pertanto, potrebbero riprendere immediatamente. Manca solo la firma del notaio. Ma è ancora tutto fermo. Perché? In regione giustificano il ritardo sull’opera per i problemi del concessionario ma sembra più un gioco a scarica barile.

 

Dalla pubblicazione del decreto 152/06 sono passati ben tre governi regionali, infinite conferenze di servizi e quattro commissari straordinari. Il progetto è stato rivoluzionato per ben tre volte prima di arrivare alla stesura definitiva, ma al momento, però, quella prima pietra ancora non si vede.

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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