Un chirurgo crotonese nell'equipe che ha eseguito il primo trapianto di faccia

Benedetto Longo tra i dottori che hanno ridato speranza a una donna 49enne affetta da una grave malattia. L’intervento è durato 27 ore ed è stato eseguito all’ospedale Sant’Andrea di Roma

di M. S.
domenica 23 settembre 2018
15:53
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La malattia, la morte, la speranza. Il dramma di due donne. La paziente è una donna di 49 anni affetta da neurofibromatosi di tipo I, una grave malattia genetica che causa manifestazioni sulla pelle, negli occhi e nervose. La donatrice è una giovane di 21 anni, vittima nel Lazio di un tragico incidente stradale. Venerdì, a decesso avvenuto, la famiglia, con un grande atto di generosità, ha dato il via libera all'espianto di tutti gli organi e al prelievo dei lembi del viso. Le storie delle due donne si incontrano e si intrecciano nell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma.

 

Alle 5 di domenica mattina, dopo 27 ore, si è concluso il primo trapianto di faccia in Italia. In sala operatoria si sono alternate equipe di chirurghi, anestesisti e infermieri strumentisti. Il bollettino medico diramato dal Sant’Andrea di Roma ha spiegato che l’operazione è tecnicamente riuscita. La donna, sottoposta a terapia immunosoppressiva antirigetto, ora è in coma farmacologico indotto ed è in isolamento in terapia intensiva in prognosi riservata.
Premiato come miglior chirurgo plastico Europeo nel 2015 con l’Hans Anderl Award, e nel 2014 come miglior giovane chirurgo plastico Europeo con l’American/European Association of Plastic Surgeons Fellowship Award, a guidare le equipe mediche c'era anche il chirurgo crotonese Benedetto Longo insieme al professor Fabio Santanelli di Pompeo, responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma.

Il decimo intervento in Europa

Il trapianto dei lembi del viso ha una cinquantina di precedenti nel mondo e decimo in Europa, la maggior parte in Francia.  L'intervento rientra in un protocollo sperimentale, autorizzato dal Centro Nazionale Trapianti dopo l'acquisizione del parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità già tre anni fa ma finora non si era mai verificata la compatibilità di un donatore con uno dei pazienti in attesa di ricevere una nuova faccia.
«Serviva un trapianto multitessuto, compreso muscoli e nervi e non è stato facile trovare chi potesse aiutarla - spiega Nanni Costa direttore del Centro nazionale trapianti - E ringrazio i familiari della ragazza deceduta in un brutto incidente automobilistico che hanno permesso di ridare speranza ad un'altra persona».

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