In fin di vita per setticemia, il piccolo Luca salvato da angeli col camice bianco

VIDEO | A pochi mesi dalla nascita è stato colpito da una grave infezione. Dopo un anno torna nel reparto di pediatria dell’Ospedale “Pugliese Ciaccio” insieme a mamma Valentina e a papà Francesco che hanno voluto raccontare la loro storia

di Daniela  Amatruda
3 agosto 2019
16:34
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Il piccolo Luca gioca sereno nel Reparto di pediatria dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro guidato dal dottor Giuseppe Raiola. Luca non ha paura del camice bianco. I dottori sono angeli che gli hanno salvato la vita. A 45 giorni dalla sua nascita, è stato colpito da setticemia. Ora, a distanza di un anno da quei tragici momenti, mamma Valentina e papà Francesco hanno voluto raccontare la loro storia.

 

Il racconto 

«Siamo arrivati in reparto, dal pronto soccorso – ha raccontato papà Francesco – con il bambino che aveva febbre alta, vomito e dissenteria. Al dottor Raiola è bastato guardare il colorito degli occhi per capire che si trattava di setticemia. Luca era in fin di vita, ma grazie a quella tempestività e alla competenza di tutta l’équipe, nel giro di venti giorni mio figlio è guarito ed è nato per la seconda volta». «In quei momenti – spiega ancora il signor Francesco – ci incoraggiava quella passione e quell’amore che tutti mostravano: a partire dal loro “capitano”, il dottor Raiola, e tutti gli infermieri e oss. E in una regione in cui si parla solo di malasanità, è giusto evidenziare le eccellenze». Per mamma Valentina ricordare quegli attimi vissuti è ancora troppo doloroso. «Sono stati momenti indescrivibili - ha raccontato - e non auguro mai a nessuno di vivere quello che abbiamo vissuto noi. tutto lo staff ha avuto dei modi incantevoli nei nostri confronti in quei momenti di sofferenza. Non finirò mai di ringraziare il dr Raiola e tutto il reparto perché se oggi posso vedere mio figlio crescere è grazie a loro». 

 

«Quello di Luca è stato un caso di particolare complessità - ha spiegato il dr Raiola - e ad oggi sono i tanti i casi complessi che affrontiamo nella nostra unità operativa. Purtroppo spesso si racconta il singolo caso che magari non ha avuto successo, mentre si trascurano i molteplici casi che hanno avuto un epilogo felice. Sicuramente noi siamo consapevoli di non essere perfetti, ma tutto è perfettibile e siamo pronti a ricevere anche critiche costruttive». 

 

Amore genera amore

Per poter restituire l’amore ricevuto, attraverso il Csen, Centro sportivo educativo nazionale, il signor Francesco, che presiede la sezione provinciale, sta portando avanti il progetto di solidarietà “Adotta un reparto” che ha lo scopo di realizzare delle donazioni specifiche in base alle esigenze dell’unità operativa. 

 

 

 

 

 

Daniela Amatruda 

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