Autismo, pochi posti per le terapie nell’unico centro convenzionato di Catanzaro

VIDEO | Liste d’attesa molto lunghe per accedere alle cure. Chi può paga strutture private arrivando a spendere anche mille euro al mese. Per gli altri ci sono imprenditori e associazioni speciali

di Daniela  Amatruda
13 ottobre 2019
19:11
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Sono trascorsi 70 anni dall’individuazione delle caratteristiche tipiche dell’autismo e, rispetto al passato, sono tanti i progressi nel campo delle neuroscienze, della psicopatologia, della genetica e dell’analisi comportamentale applicata. 

 

Ciò ha permesso che le persone affette da disturbi dello spettro autistico fossero maggiormente seguite ed aiutate, consentendo un miglioramento della qualità della loro vita.

 

In Calabria sono stati fatti importanti passi avanti per riuscire a creare le condizioni per garantire ai bambini delle terapie adeguate. Le Asl provinciali garantiscono a tutti i bambini con autismo, sedute di logopedia e psicomotricità, ma non bastano. I bambini, sin dalla diagnosi, devono cominciare a seguire terapie con metodologia Aba, ovvero con l’applicazione dell’analisi comportamentale, ma purtroppo i casi aumentano ed i posti a disposizione nelle strutture convenzionate sono pochi. 

 

A Catanzaro, nell’unico Centro, i posti all’anno sono circa una trentina, un numero che chiaramente non copre la domanda ed i genitori sono costretti a pagare di tasca propria,  strutture private, in attesa di essere inseriti nel Centro. 

 

«Ci sono famiglie che arrivano anche a spendere dagli 800 ai 1000 euro – ha spiegato Alfonso Ciriaco, vice presidente dell’Angsa, Associazione nazionale genitori soggetti autistici – ma non tutti possono permetterselo. Ci sarebbe bisogno di più posti o di più centri convenzionati. Anche nelle scuole i problemi non mancano – dice ancora Ciriaco – perché i docenti che vengono nominati, di anno in anno, non coprono tutte le ore scolastiche ed i bambini, per il resto delle ore non sono seguiti». 

 

A scendere in campo, al fianco dei bimbi con autismo, sono gli imprenditori e le associazioni. Di particolare rilievo il progetto con l’Associazione Insuperabili che ha permesso di creare una piccola scuola calcio sia per bambini autistici che con sindrome di Down ed ancora, l’iniziativa con il Supercinema di Catanzaro per la proiezione di cartoni a misura di bambino. 

 

«Ci sono dei genitori che sono degli eroi – ha detto Alessandro Lanzo, gestore del Supercinema – e loro, insieme ai loro bambini, sono davvero speciali ed anche se per me potrebbe essere un giorno di riposo, lo faccio davvero con piacere. I bambini sono liberi di muoversi liberamente all’interno del cinema ed il volume e le luci sono regolati in base alle loro esigenze». 

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