Jennàru, fevràru, marzu… tutti i mesi dell’anno nella tradizione calabrese

Saggezza popolare e un pizzico di luoghi comuni nei proverbi che scandiscono le 12 tappe sul calendario

di Rocco Greco
sabato 3 febbraio 2018
18:02
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Tradizione, saggezza popolare e un pizzico di luoghi comuni: ecco una raccolta di proverbi calabresi che descrivono tutti i mesi dell’anno e le principali festività sul calendario.

 

Jennàru siccu massaru riccu! (gennaio secco contadino ricco)


Fevràru curtu ed’amaru (febbraio corto ed amaro); a fevràru ‘a sìccia o’ fragu (a febbraio la seppia viene a riva).


U friddu ‘i marzu trasi ndo cornu du voi (il freddo di marzo entra nelle corna del bue); Si marzu 'ngugna faci u ti cadi l'unghja (se marzo ci si mette ti fa cadere l’unghia dal freddo); Megghju màmmata ‘u ti ciangi ca u suli i marzu mu ti tingi (Meglio tua madre che ti pianga che il sole di marzo ti abbronzi, le conseguenze sarebbero peggiori).


Aprili duci a dormiri (aprile dolce a dormire); Ad’aprili no’ ti scopriri (Ad aprile non ti scoprire).


A maju no’ mutari saju (a maggio non cambiare abito).


Giugnu mùtati tundu (a giugno cambiati tutto).


Giugnettu caccia i panni supra u lettu (a luglio togli i panni pesanti da sopra il letto).


Agustu manda lìttari e settembri i lejìa, allestitivi bona gendi ca u vernu è pa’ via (agosto invia avvisi e settembre li legge, si dice anche che agosto e settembre sono principio d’inverno).


Ottobri e marzu su’ frati (Marzo e ottobre si somigliano, entrambi sono cervellotici).


Pe’ Sandi ‘a nivi è pe’ candi, pe’ Morti ‘a nivi è nda l’orti (per giorno dei Santi la neve è per i campi, per i Morti è negli orti); A Sammartinu castagni e vinu.


Sand'Andria porta la nova ca u sei è di Nicola, l’ottu è di Maria, u tridici di Lucia, u vindicingu du veru Messia (Sant'Andrea ha portato la nuova …).


A Sanda Lucia ogni navi ‘mportu sia (a Santa Lucia ogni imbarcazione che sia in porto al riparo).

Natali o’ barcuni, Pasca cu’ tizzuni (Natale al balcone, Pasqua al caminetto); doppu Natali ‘nu passu ‘i cani (dopo Natale le giornate allungano di un passo di cane).

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Rocco Greco
Giornalista
Rocco Greco, di Pizzo, maresciallo della Marina Militare in pensione. Scrive in versi, in rima e sciolti, in vernacolo ed in italiano. Appassionato della lingua e delle tradizioni calabresi si manifesta al pubblico prima su periodici locali e poi attraverso i social network, dove riscontra quegli apprezzamenti che lo inducono a presentare nel giugno dello scorso anno la fortunata raccolta di componimenti “SENZA PENZERI”, edita dalla Digital Ricordi, che riscuote un significativo interesse sia di pubblico che di critica.

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