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Arriva la stagione delle “susamelle”, la pianta che da bambini ci toglieva la sete

Dalla fine di febbraio l’acetosella gialla si spande negli uliveti e nei campi annunciando la primavera alle porte. Quando eravamo piccoli ne succhiavamo il gambo mentre giocavamo nei prati

di Rocco Greco
lunedì 26 febbraio 2018
16:02
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Un uliveto invaso dall’acetosella gialla
Un uliveto invaso dall’acetosella gialla

In questa stagione le campagne sono invase da una pianta spontanea dal caratteristico fiore giallo, l’acetosella gialla o trifoglio giallo. Tanti sono gli ex ragazzi, cresciuti sul finire del secolo scorso, che la ricorderanno come “susamelle”, “erba aceto” od altri nomi che localmente venivano adoperati. Da ragazzi, quante scorpacciate di questi fiori! Veniva succhiato il gambo e il loro sapore, asprigno come il limone, faceva strizzare gli occhi, ma quanto era buono! Solo al ricordo si sente in bocca il suo gusto acidulo.

 

I più anziani ricordano, facendo di ciò memoria storica, che una volta, quando i tempi erano tristi, il suo succo oltre che dissetare faceva passare anche la fame, e anche i suoi bulbi, essendo edibili, venivano consumati, sia crudi che cotti. Ma i botanici ci dicono di stare attenti perché è ricca di acido ossalico, che se ingerito in quantità considerevoli può dare fastidio allo stomaco.

 

La pianta è originaria dal Sud Africa ed è stata introdotta nel bacino del Mediterraneo ai primi dell’Ottocento. Una particolare curiosità, il contadino se ne serve perché lo avverte della possibilità di piogge imminenti per la sua capacità di ripiegare le foglie prima dell'arrivo di una pioggia.

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Rocco Greco
Giornalista
Rocco Greco, di Pizzo, maresciallo della Marina Militare in pensione. Scrive in versi, in rima e sciolti, in vernacolo ed in italiano. Appassionato della lingua e delle tradizioni calabresi si manifesta al pubblico prima su periodici locali e poi attraverso i social network, dove riscontra quegli apprezzamenti che lo inducono a presentare nel giugno dello scorso anno la fortunata raccolta di componimenti “SENZA PENZERI”, edita dalla Digital Ricordi, che riscuote un significativo interesse sia di pubblico che di critica.

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