Perché non sei andato via? Perché ancora c’è speranza. Il 2018 di chi rimane

L'anno che verrà per chi resta e prosegue il suo cammino accidentato e controcorrente. Una famiglia muta e ostinata che lotta per i diritti e per dare voce a chi non ce l'ha. Non mollate, non molliamo

di Riccardo Tripepi
lunedì 1 gennaio 2018
11:46
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Sono circa 200mila i laureati che negli ultimi 15 anni hanno abbandonato il Sud per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord. Lo ha certificato l’implacabile Svimez sul finire dell’anno appena trascorso. Per un danno economico da 30 miliardi di euro.

Un’emorragia che certifica il fallimento delle classi dirigenti degli ultimi 20 anni e potrebbe chiudere ogni speranza di futuro per le Regioni del Mezzogiorno. Eppure, nonostante le partenze e il pessimismo dei freddi numeri, esiste un gruppo di reduci che, per scelta o per destino, è rimasto saldo al loro posto. Un abbraccio a chi è partito e uno sforzo in più per colmare la mancanza e il vuoto.

 

E’ la schiera di quei cittadini che ogni giorno lotta per affermare un diritto o per dare voce a chi non ha possibilità di emettere un fiato. L’esercito dei cittadini che compie fino in fondo il proprio dovere sul posto di lavoro, per strada, in fila alle poste o al momento di gettare via la spazzatura. Senza aspettarsi una ricompensa, ma soltanto perché ha imparato a fare così da bambini, osservando i propri genitori, i propri insegnanti (quelli giusti) e i propri amici (quelli veri).

 

Una famiglia muta e ostinata che prosegue il suo cammino controcorrente, riconoscendosi per strada e scambiandosi un saluto. Sorridendo amaro davanti alle ingiustizie e alle prepotenze di chi tutto ha per cognome, per grazia ricevuta o per affiliazione a quello o a quel gruppo di potere.

 

E che a chi domanda «perché non sei andato via?» risponde «Perché c’è ancora speranza». Anche se nessuno ci crede fino in fondo e anche se tutti sono consapevoli che questi politici e questa classe dirigente sono abituati ad ucciderla nella culla, la speranza.

 

E’ questa grande comunità di cuori impavidi e malconci che si merita un abbraccio e il più sincero augurio per un 2018 da percorrere con lo sguardo dritto in avanti. Non mollate. Non molliamo.

 

Riccardo Tripepi

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Riccardo Tripepi
Giornalista
Riccardo Tripepi, avvocato del foro di Reggio Calabria e giornalista pubblicista, collabora da oltre venti anni con periodici e quotidiani, locali e nazionali, occupandosi prevalentemente di politica regionale, cronaca sindacale e dei principali eventi calabresi. Dal 2007, da giornalista accreditato, racconta la cronaca istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria e delle Commissioni Consiliari. Tra i principali organi di informazione con i quali ha collaborato: L’Altra Reggio, Nuovo Giangurgolo, Il Domani della Calabria, Calabria Ora, l’Ora della Calabria, l’Avvenire, il Garantista, Radio Studio Uno, Radio Touring e Sud Tv. Attualmente è editorialista politico presso “Cronache delle Calabrie”, quotidiano a diffusione regionale diretto da Paolo Guzzanti; collabora con Il Dubbio, quotidiano a diffusione nazionale diretto da Piero Sansonetti, il sito internet Zoomsud diretto da Aldo Varano, e il portale del Consiglio regionale della Calabria “Calabria on Web” diretto da Romano Pitaro. E’ direttore responsabile della rivista bimestrale “Medinbus” diffusa sulle linee nazionali dei pullman della ditta Federico.

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