Villa San Giovanni, ufficializzato il rientro del sindaco Giovanni Siclari

Con una nota indirizzata al segretario comunale, il prefetto Michele Di Bari comunica l'avvenuta cessazione della causa che aveva dato origine alla sospensione, a seguito della vicenda 'Bandafalò'

di C. M.
giovedì 5 luglio 2018
11:25
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Giovanni Siclari
Giovanni Siclari

«Si rileva l’intervenuta cessazione della causa di sospensione dalla carica di sindaco di Villa San Giovanni». Con poche righe la Prefettura di Reggio Calabria ufficializza il ritorno di Giovanni Siclari in sella al Comune di Reggio Calabria.

La nota è stata protocollata questa mattina nel palazzo municipale. Il prefetto Di Bari, nel prendere atto della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria il 29 giugno scorso, comunica, dunque, al segretario comunale che il primo cittadino eletto oltre un anno fa e immediatamente sospeso, potrà rientrare nella prima data utile alla guida del Comune.

Si conclude, quindi, la vicenda nata dall’inchiesta su “Bandafalò” che abbiamo ampiamente documentato nei giorni scorsi.

 

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C. M.
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.

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