Con Forza Italia a rischio implosione naufraga la candidatura di Mario Occhiuto

Il risultato delle Europee indebolisce il disegno del sindaco di Cosenza presidente della Regione. Il quadro politico che sembrava si fosse assestato e che conteneva anche il sogno della Santelli sembra essersi maledettamente complicato e reso ancor più intricato dalla parabola  giudiziaria che, a quanto si dice non sia affatto terminata

di Pasquale Motta
giovedì 30 maggio 2019
20:36
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La situazione politica di Forza Italia in Calabria si complica e con essa si complica il ruolo di coloro che fino all’altro ieri parlavano in nome e per conto di Silvio Berlusconi, due fra tutti: Roberto Occhiuto e Iole Santelli. Il tempo in cui proprio la parlamentare cosentina veniva accusata di essere nel cerchio magico dell’ex cavaliere sembra lontano anni luce e, per ironia della sorte, oggi è proprio lei a occuparsi di cerchi magici e mettere sotto accusa il Cavaliere, vittima del plagio di Licia Ronzulli. Accusa che Berlusconi ha rispedito al mittente in maniera piccatissima e con  tanto di “e buonanotte ai suonatori”. E ora? Il quadro politico che sembrava si fosse assestato e che conteneva il sogno della Santelli di eleggere un presidente targato Occhiuto&Santelli, sembra essersi maledettamente complicato e reso ancor più intricato dalla parabola giudiziaria che, a quanto si dice non sia affatto terminata.

 

Tutto è nuovamente in discussione e primo fra tutti la candidatura a presidente della Regione per il centrodestra  del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.  E, d’altronde, ad allontanare questa ipotesi, anche alcuni dati elettorali nella città di Cosenza, città dell’aspirante governatore, che non faranno assolutamente piacere al leader di Arcore. Il presidente Berlusconi, infatti, a Cosenza, si è classificato secondo,  dietro a Fulvia Caligiuri, mentre in tutti gli altri capoluoghi è risultato primo. Infatti, a Reggio Calabria, Silvio Berlusconi, è stato primo con 3223 preferenze, dietro a lui Giuseppe Pedà con 2252, a Catanzaro Berlusconi ha registrato 1228 seguito sempre da Pedà con 1050, a Crotone Berlusconi ha incassato 451 preferenze seguito da Cesa che si è fermato a quota 232, a Vibo Valentia, invece,  Berlusconi si è imposto con 1301 preferenze, seguito da  Martusciello con 733 e, infine,  Cosenza, la  Caligiuri con  1332 preferenze  batte Berlusconi, il quale si ferma a quota 1174. Dettagli? Oppure segnali politici? Difficile che qualcuno confermi questa ipotesi allo stato, certamente se uno seguisse la logica dei numeri il segnale appare chiaro e inequivocabile. Per alcuni è complotto. Per altri è il frutto della debolezza elettorale sia di Occhiuto che della Santelli.

 

E infatti qualcuno trova il coraggio di denunciare pubblicamente come stanno le cose, si tratta di Roberto Senise un dirigente forzista del Pollino, il quale in una nota ha affermato che «in Calabria il centodestra stravince, ma Forza Italia perde». L’analisi di Senise è implacabile, secondo il dirigente locale «in un solo anno Forza Italia ha perso 10 punti in provincia di Cosenza con circa 45000 voti in meno e 2800 voti li ha persi nella sola città di Cosenza, altrettanto è successo a Catanzaro e se non fosse stato per la tenuta del partito a Reggio Calabria Forza Italia sarebbe sprofondata nell’abisso». Per Senise la responsabilità di tutto ciò hanno nome e cognomi: Iole Santelli e Roberto Occhiuto, i quali avrebbero la responsabilità di insistere su di una candidatura a presidente, voluta da pochi, ignorando il partito nazionale e soprattutto gli altri partiti della coalizione.

 

Insomma, il mosaico della galassia del centrodestra comincia a delinearsi in tutta la sua varietà e al suo interno potrebbe far crescere un mix esplosivo che potrebbe esplodere da un momento all’altro, con il dato dell’elezioni europee che potrebbe fungere da detonatore. Esploderanno tutte queste contraddizioni? Possibile. Il disastro potrebbe essere evitato solo se Mario Occhiuto facesse un passo indietro e consentisse a tutto il centrodestra di fare una serena valutazione sulla scelta del candidato a Governatore. Coloro che  conoscono Mario Occhiuto, tuttavia, considerano poco percorribile una strada del genere, ritenendo che il sindaco di Cosenza ormai si sia spinto troppo in avanti per poter tornare indietro.

 

Tutto potrebbe tornare in discussione dalla polverizzazione di Forza Italia. Sono in molti a ritenere, infatti, che una discussione interna finalizzata a rilanciare Forza Italia sia ormai tardiva quanto inutile, l’aria che si respira dalle parti del partito del Biscione è quella della smobilitazione. A leggere le cronache politiche di queste ore la discussione scoppiata sembra abbastanza cruenta. Tanto che sembra essere già con le valige in mano il governatore della Liguria Toti, un pezzo da 90 nell’Olimpo degli azzurri, ma anche nel Lazio, roccaforte del vice coordinatore nazionale Tajani,  le cose non vanno meglio. Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia ha suonato l’ultimatum al quartier generale romano: «purtroppo devo prendere atto che Forza Italia così non va. Non è più rinviabile la sua riorganizzazione. È ormai fondamentale cambiare tutto» - ha tuonato il senatore e uomo forte laziale degli azzurri laziali-. «Ringraziamo Berlusconi – spiega Fazzone – per tutto quello che ci ha dato in questi 25 anni, ma ora dobbiamo riorganizzare il partito per i prossimi 25 anni e questo è possibile valorizzando la classe dirigente dei territori. Le candidature devono corrispondere almeno per il 70-80% al volere dei nostri elettori”. Musica per le orecchie per pezzi importanti del centrodestra calabrese come i fratelli Gentile, che della forza e del radicamento nel territorio ne hanno fatto un mantra, con notevoli risultati elettorali anche alle ultime elezioni amministrative. Come finirà? Lo si vedrà nei prossimi giorni, i mesi di giugno e luglio saranno  strategici per comprendere quali saranno le formazioni in campo che si contenderanno in Calabria l’alloggio del decimo piano della Cittadella regionale.

 

Pasquale Motta

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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