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Il centrismo calabrese, piaccia o non piaccia, è a trazione Gentile

Il problema di una vasta area di personaggi del centrismo in salsa calabra è quello di trovare una ricollocazione possibilmente in uno schieramento che superi lo sbarramento del 3%. Il tentativo, per la verità abbastanza disperato, di Chiappetta e Pacenza va verso questa direzione. Piero Aiello, Baldo Esposito e Giovanni Bilardi stanno con AP e Gentile

di Pasquale Motta
martedì 5 settembre 2017
18:38
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Antonio Gentile
Antonio Gentile

Lo scriveva l’altro giorno, il nostro Riccardo Tripepi, riportando le indiscrezioni dell’area centrista calabrese: il centro è in fermento. Tuttavia, il fermento pre-elettorale, spesso è condito di verità, mezze verità e, ovviamente, da una buona dose di notizie irreali. Il problema di una vasta area di personaggi del centrismo in salsa calabra, infatti, è quello di trovare una ricollocazione, possibilmente in uno schieramento che superi lo sbarramento del 3%. Il tentativo, per la verità abbastanza disperato, di Chiappetta e Pacenza va verso questa direzione. Ecco perché quel progetto appare irrealistico.

Nessuno più dei centristi, infatti, ha compreso che nella prossima competizione conta poco dove si volge lo sguardo prima del voto, se a destra o sinistra ma, conta soprattutto dove ci si trovi all’indomani del voto. Sarà per questo motivo che le voci si rincorrono e, spesso, si contraddicono, oppure, cosa alquanto probabile, sono il frutto di tentativi di ridimensionamento della strategia di Alternativa Popolare a guida Gentile. Tentativi legittimi in politica ma, tuttavia, allo stato, alquanto improbabili.

 

Dalle parti del senatore Piero Aiello, del consigliere, Baldo Esposito e di Giovanni Bilardi, infatti, fanno sapere a chiare lettere che loro stanno dentro al progetto messo in campo dal senatore cosentino. D’altronde, la strategia del sottosegretario è chiara e abbiamo cercato di tradurla più volte: nessun interlocutore privilegiato nell’attuale panorama politico ma interlocutori che garantiscono la possibilità di radicare e consolidare un movimento, quello di Alternativa Popolare, che lo si vuole a trazione calabrese. E d’altronde, l’alleanza con Abramo, ha già consacrato la prima vittoria nella strategia messa in campo in questa direzione.

 

La prossima tappa è il rinnovo dell’ufficio di Presidenza del consiglio regionale. L’appuntamento, fissato per l’11 settembre, infatti, potrebbe essere il secondo successo nella tela del ragno che i fratelli Gentile stanno tessendo in regione. Ciò potrebbe avvenire senza accordi trasversali con i Democrat ma, invece, coprendo gli spazi lasciati liberi dal PD, un partito sempre più in difficoltà e alle prese con lacerazioni interne pesanti, soprattutto alla vigilia della scelta dei capi lista e delle candidature al Parlamento, sulle quali, il rischio dell’implosione, per il partito di Renzi, è molto alto. Alternativa Popolare calabrese, dunque, oggettivamente, diventa il progetto e l’attrattore più credibile non solo per il centrismo calabrese ma per quello meridionale.

Pasquale Motta

 

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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