Benvenuto a bordo direttore Melia

L’arrivo di Pietro Melia, non si può che salutare come l’arrivo di un comandante esperto e dal grande bagaglio relazionale e professionale. Saremo una sola cosa, ci muoveremo come un solo motore. Siamo una grande squadra e come dice spesso il nostro editore, non ci fermerà nessuno e, aggiungo, sentirete parlare di noi ancora per molto. Benvenuto a bordo, direttore Melia. Buon lavoro a tutti noi

di Pasquale Motta
martedì 1 agosto 2017
15:28
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Squadra che vince si cambia, per evolvere e crescere ancora di più”. Con questa frase il nostro editore Domenico Maduli, ha voluto commentare la nomina di Pietro Melia a direttore della nostra testata giornalistica televisiva. Una passaggio di testimone con Pietro Comito che ha un solo obiettivo: andare avanti nell’ottica della crescita.

 

Le squadri vincenti dunque, si cambiano, ruotano, si avvicendano nella logica del network. Una rivoluzione nella concezione della crescita, una rivoluzione nella concezione della valorizzazione della squadra chiamata ogni giorno a misurarsi in una nuova sfida, si cambia quando si vince, non quando si perde, ciò serve a rivitalizzare settori della comunicazione che ancora devono essere lanciati e serve a consolidare i risultati raggiunti. Pietro Comito, da oggi, metterà a frutto la sua esperienza, la sua professionalità per nuove esperienze editoriali.

 

L’arrivo di Pietro Melia, non si può che salutare come l’arrivo di un comandante esperto e dal grande bagaglio relazionale e professionale. Il nostro network sta rivoluzionando e sta rompendo gli equilibri nell’informazione in questa Regione, una terra restia e, a tratti ostile, ai cambiamenti, soprattutto nel campo del giornalismo. Per questi motivi, il nostro network, entra in una fase delicata, un processo complesso e che va guidato da mani esperte e autorevoli, anche con quella dose di sangue freddo che solo l’esperienza può dare.

 

La sfida, dunque, come sempre è alta. Bisogna aggirare trappole, distinguere gli adulatori dai sinceri sostenitori, mantenere l’indipendenza dalla politica ma anche da sofisticate lobby economiche. Contraddizioni e insidie, delle quali la nostra regione è ricca.

 

Il mio benvenuto a Pietro Melia, al quale mi lega una conoscenza di diversi lustri, dunque, è un benvenuto sincero e convinto. Insieme a lui, condividerò la responsabilità di continuare a guidare la testata web, Lacnews24.it, una responsabilità che, l’azienda editoriale, ha ritenuto di riconfermarmi, e di questa fiducia li ringrazio, altresì, sono pienamente convinto che, saremo una sola cosa, ci muoveremo come un solo motore. Con Pietro Melia ci muoviamo dentro lo stesso campo culturale, entrambi possediamo un’età che ci consente di dare alla nostra redazione, composta per lo più di giovani colleghi con tante voglia di crescere, gli strumenti per potersi affermare in questo mondo difficile. In questa logica sono nate le condirezioni di Stefano Mandarano e di Giuseppe Baglivo al Vibonese.it.

 

Entrambi siamo abbastanza sgamati per non farci illudere da falsi miti e falsi eroi. Entrambi ci siamo formati nella cultura del ‘900, quella dei grandi moti ideali e quella cultura nella quale è cresciuto l’embrione del giornalismo moderno. Al nostro editore, entrambi, vogliamo confezionare un prodotto che consenta a LaC, a Lacnews24.it e al gruppo Pubbliemme, di diventare il primo polo d’informazione e di comunicazione della Calabria e del Sud. Queste le sfide. Tanti gli obiettivi. Siamo una grande squadra e come dice spesso il nostro editore, non ci fermerà nessuno e, aggiungo, sentirete parlare di noi ancora per molto. Benvenuto a bordo, direttore Melia, buon lavoro a tutti noi.


Pasquale Motta
Direttore Lacnews24.it

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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