Bella e con la passione per la danza: ecco chi era la giovane mamma morta di parto

Avrebbe compiuto 37 anni il prossimo 17 agosto. Cresciuta a Rota Greca, si era trasferita a Montalto quando aveva coronato il suo sogno d'amore con Marco, che già l'aveva resa madre tre anni fa. Ieri un destino beffardo l'ha strappata alla vita

di Francesca  Lagatta
giovedì 18 luglio 2019
16:47
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Santina Adamo
Santina Adamo

Fino a 48 ore fa Santina Adamo era una semplicemente una ragazza bellissima e solare che, incinta di 9 mesi, aveva deciso di trascorrere insieme alla sua famiglia le vacanze sulla costa tirrenica. Poi un'emorragia massiva l'ha strappata improvvisamente alla vita due ore dopo il parto all'ospedale di Cetraro e il suo nome è entrato prepotentemente nelle nostre case a ricordarci che qui, in Calabria, sulla sanità abbiamo miseramente fallito. Come si può morire di parto nel 2019?

 

Eppure è accaduto. È accaduto in un ospedale dove mediamente vengono alla luce, senza problemi, da anni, almeno due bambini al giorno. È accaduto nonostante i medici che l'hanno presa in cura abbiano fatto il possibile per sottrarla a un destino beffardo. Tutto quello che c'era da fare, rivela una prima ricostruzione della vicenda, è stato fatto. E allora perché oggi c'è una giovane madre che non potrà veder crescere suo figlio e una famiglia distrutta, lacerata dal dolore, che non riesce a darsi pace? L'arduo compito di rintracciare eventuali responsabilità spetterà alla procura di Paola, che nell'immediato ha aperto un fascicolo per capire se tutte le persone che quella notte hanno avuto un ruolo nella vicenda, hanno agito in modo irreprensibile, o se eventuali colpe, come sembrerebbe, andrebbero individuate in una riorganizzazione ospedaliera che ha creato delle falle enormi nel sistema sanitario della zona tirrenica cosentina. Al vaglio degli inquirenti, oltre alla cartella clinica della paziente, c'è anche una relazione riservata in cui si parla di un'unica sacca di sangue disponibile in ospedale durante quei momenti concitati.

Chi era Santina Adamo

Ma chi era Santina Adamo? Calabrese, occhi e capelli scuri e sorriso sempre stampato in volto, Santina, per tutti semplicemente Tina, avrebbe compiuto 37 anni il prossimo 17 agosto. Cresciuta a Rota Greca, paesino di 1100 anime dell'entroterra cosentino, si era trasferita a Taverna di Montalto Uffugo nel 2014, quando aveva coronato il suo sogno d'amore con Marco, che già l'aveva resa madre tre anni fa. I due si conoscevano da sempre, erano praticamente cresciuti insieme.

Si era diplomata in ragioneria a Cosenza e sempre nella capitale bruzia aveva poi conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione all'Unical. Ma la sua passione era la danza. Aveva cominciato all'età di 4 anni e non aveva più smesso. Dopo il diploma di danza aveva cominciato a insegnare ballo nelle scuole del territorio, dove era molto conosciuta proprio per la sua intensa attività. Da qualche giorno si trovava in vacanza sulla costa tirrenica e attendeva con ansia di mettere alla luce il suo secondo figlio.

Due notti fa, intorno a mezzanotte, si è presentata insieme al marito al pronto soccorso dell'ospedale di Cetraro in preda alle doglie. Alle 3 il piccolo è già nato, con parto naturale. In quella sala parto, Santina, stremata, ha dato il primo e ultimo bacio al piccolo che aveva portato in grembo.

Sembra essere andato tutto bene. A parte una lacerazione uterina, il parto non ha creato grossi problemi. Ma quando è in corsia, distesa sul letto, dice di accusare un forte dolore all'utero, che con il primo parto non aveva provato. Non con quella intensità. Prova a resistere, avverte i suoi famigliari che lei e il bimbo stanno bene, ma la felicità dura poco. Qualche minuto più tardi ha una forte emorragia e i medici sono costretti a trasportarla d'urgenza in sala operatoria. Il resto è storia. Tra le 5 e le 6 del mattino, la famiglia Adamo passa dalla gioia di una nuova vita alla disperazione di una morte assurda. E che forse si poteva evitare.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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