Nel 2019 maxi blitz, giù i cappucci: la massoneria deviata cosentina in frantumi?

È la fine di un'era? L'anno appena iniziato potrebbe portare all'apertura di inchieste scottanti sulle affiliazioni massoniche e i loro intrecci con la politica

di Francesca  Lagatta
lunedì 31 dicembre 2018
18:31
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L’occhio, una dei simboli della Massoneria
L’occhio, una dei simboli della Massoneria

Una cosa così non si era mai vista. Roba che i truffatori di professione travestiti da politici stanno sudando freddo. Altro che trenini e botti di Capodanno. La notizia è nell'aria da troppo tempo e a darne ulteriore conferma è stato questo pomeriggio il direttore di questa testata, Pasquale Motta, che ha pubblicato l'articolo "Il 2019 e il terrore dei politici in Calabria: aleggia lo spettro di un mega blitz giudiziario".

Le province colpite sarebbero principalmente due, Reggio Calabria e Cosenza, e a finire nel calderone della giustizia sarebbero centinaia di persone, addirittura 350, tutte legate alla politica e alla Pubblica Amministrazione. Che, c'è da scommetterlo, molte di queste appartenenti alle numerose logge di massoneria deviata di Cosenza e provincia.

 

Finita l'era delle coperture?

Ma come mai, se così fosse, si ritroverebbero tutte queste persone indagate per reati simili tutte allo stesso momento? La risposta è semplice. Molti di questi personaggi di cui si paventa l'arresto hanno goduto per anni di una copertura tale che i loro nomi non sono mai neppure finiti sulla stampa anche quando questi sono risultati coinvolti in importanti indagini. Altri nelle indagini non ci sono mai neppure finiti perché i pezzi deviati dello Stato, appunto, hanno fatto da barriera anche contro le investigazioni.

Il procuratore Nicola Gratteri, che conosce questa terra come nessun altro, tre anni fa aveva annunciato la nascita di un reparto speciale di polizia giudiziaria che avrebbe indagato appositamente sui reati commessi nell'ambito della Pubblica Amministrazione. «La ricreazione - aveva detto in più di una occasione - è finita». Ora sembra arrivato il momento di dare seguito a quelle dichiarazioni.

 

La massoneria deviata perde colpi?

Nessuno lo dice ma tutti lo sanno. Se vuoi fare carriera (da quella politica a quella professionale) e vuoi stare "tranquillo" devi entrare in una di quelle logge massoniche potenti che non si riuniscono propriamente per condividere i valori della fratellanza. L'inchiesta Gotha ne è l'esempio.

Ma se a Reggio Calabria il sistema in parte è stato smantellato, a Cosenza, vero nucleo mafioso di questa regione, rappresentanti politici di partiti di destra e sinistra, dirigenti della sanità, uomini del clero, ma anche avvocati, giornalisti, ingegneri, pregiudicati, carabinieri, poliziotti e via dicendo, sotto l'occhio vigile del "grande architetto" spostano voti, consensi e milioni di euro tradendo gli stessi principi dell'associazione iniziatica, cioè,  camminando a braccetto con la 'ndrangheta.

 

È la fine di un'era?

La massoneria deviata è una forma di massoneria che si allontana dalla normale linea di condotta e che opera quindi al di fuori della legalità e delle regole ufficialmente condivise. Si entra inseguendo un'ideologia umanitaria attraverso lo studio dell'esoterismo, come fa quella ufficiale, e ci si ritrova in un vortice di illegalità che risucchia leggi e norme sociali.

Tanto sono grandi questi sistemi che spesso nemmeno la magistratura riesce a disintegrarli e chi ne fa parte è come in una botte di ferro. Ottiene il sostegno politico dei fratelli, così si chiamano gli adepti, viaggia su corsie preferenziali e tiene tutto sotto controllo grazie alle sue pedine sparse nelle istituzioni. Un sistema gigantesco e radicato che finora ha retto benissimo e generato una serie di mostri, i quali a loro volta hanno generato uno spreco di denaro pubblico senza fine a favore di pochi eletti, a scapito della povera gente.

Che Gratteri sia riuscito a sbrogliare finalmente la matassa? Lo sapremo solo nelle prossime settimane, ma intanto auguri di buon 2019 a tutti gli onesti di questa terra. Vi basti sapere che a tutti gli altri il cenone di ieri sera sarà andato di traverso.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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