Benzinai in sciopero contro il Governo, al via lo stop di 48 ore

E’ iniziato stamattina e terminerà l’8 novembre con la chiusura degli impianti stradali e autostradali su tutto il territorio nazionale. Nel mirino le disposizioni sulla digitalizzazione dei rapporti di pagamento

di Redazione
6 novembre 2019
09:38
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E' cominciato alle 6 di questa mattina lo sciopero di 48 ore dei benzinai indetto da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Anisa Confcommercio con la chiusura degli impianti stradali e autostradali su tutto il territorio nazionale. Nel mirino vanno in particolare le disposizioni sulla digitalizzazione dei rapporti di pagamento: i gestori protestano contro i nuovi adempimenti ritenuti «inutili e onerosi», tra cui la fatturazione elettronica, i registratori di cassa telematici l'introduzione di Documenti di trasporto (Das). La protesta terminerà alle ore 06.00 di venerdì 8 novembre.

Le organizzazioni dei gestori contro il governo

«Di fronte al silenzio assordante del Governo e all'indifferenza del Mise le Organizzazioni dei gestori non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale, che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 06.00 del giorno 6 e terminerà alle ore 06.00 del giorno 8 novembre», precisano i sindacati in una nota. «Nonostante la dichiarazione di sciopero fosse nota da settimane, il Ministero ha dimostrato la sua totale assenza sul terreno del confronto con i gestori, mostrando disinteresse e superficialità verso un settore che garantisce la mobilità dei cittadini, il servizio agli automobilisti, dalla grande viabilità sino alle aree interne del paese. Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria, - proseguono - anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali, tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le mani, riordinandola, in quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che, fuori da ogni regola e, spesso da ogni legalità, continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 miliardi l'anno al bilancio dello Stato».

 

Le organizzazioni chiamano tutti i gestori ad una partecipazione compatta alla chiusura, «per provare ad invertire una tendenza che ha come obiettivo la scomparsa della categoria». I benzinai protestano contro la fatturazione elettronica, l'introduzione degli Isa, che «risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai registratori di cassa telematici per fatturati di 2 mila euro/anno», oltre che per l'introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano. Secondo i gestori si tratta di «tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull'ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali».

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