Ricostruito orecchio a 13enne grazie alla stampa 3D: era nato senza

L'intervento all’ospedale Meyer di Firenze ha visto chirurghi e ingegneri in sala operatoria ed è il primo in Italia che si avvale di questa tecnologia.Il ragazzino è affetto da una malformazione rara 

di Redazione
22 ottobre 2019
11:53
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All'ospedale Meyer di Firenze è stato ricostruito ex novo un orecchio a un paziente di 13 anni grazie alla stampa in 3D prendendo come 'modellò quello della sua mamma. L’adolescente, toscano, affetto da microtia, una malformazione congenita rara (colpisce 5 bambini su 10.000 nati), nel suo caso bilaterale, che porta a un'assenza di sviluppo dell'orecchio esterno, il padiglione auricolare. Il chirurgo plastico del Meyer che lo ha operato ha potuto ricostruire l'orecchio a partire da una piccola porzione di cartilagini costali prelevate dal bambino, dando loro la forma dell'orecchio grazie a modelli stampati in 3D. L'intervento ha visto chirurghi e ingegneri in sala operatoria ed è il primo in Italia che si avvale di questa tecnologia.

 

Il 13enne è nato senza entrambi i padiglioni auricolari a causa della microtia, la malformazione congenita che impedisce lo sviluppo dell'orecchio esterno. Questo intervento riguarda un orecchio ma, si apprende da fonti ospedaliere, nei prossimi mesi è previsto che possa essere fatta una seconda ricostruzione analoga.

Un intervento di massima precisione

L’iter per arrivare in sala operatoria è stato lungo: la forma esatta delle cartilagini del bambino con le quali ricostruire l'orecchio è stata innanzitutto acquisita mediante Tac, poi, grazie ad un software di ultima generazione, è stata stampata in 3D una copia delle cartilagini. Da questo modello tridimensionale si è potuta vedere al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare. Per definire poi con la massima precisione possibile che forma avrebbe avuto un orecchio "naturale" del bambino, è stato preso a modello un orecchio della mamma del piccolo: grazie a scansioni 3D, il team ne ha riprodotto il modello tridimensionale in tutte le sue parti.

 

Grazie alla tecnologia utilizzata -  prima di arrivare in sala operatoria, grazie alle stampe 3D dell'orecchio e delle cartilagini -  l'intero intervento è stato simulato più volte dal team dell'ospedale pediatrico fiorentino: questo ha consentito di affinare la tecnica, arrivando a un risultato di grande precisione riducendo anche i tempi di esecuzione (6 ore) e la relativa anestesia. Il 13enne, tra qualche mese, verrà sottoposto ad un secondo intervento per ricostruire con la stessa tecnica anche il secondo orecchio. Il ragazzo «non aveva problemi di udito, ma la malformazione gli creava grande disagio», commenta il capo dell'equipe chirurgica  Flavio Facchini, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. «Il recupero estetico» - specifica Facchini, assume così «una grande valenza psicologica e sociale».

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