Open Arms, polizia nella sede della Guardia costiera a Roma

Il procuratore di Agrigento procede per le ipotesi di reato di sequestro di persona, violenza privata e abuso d’ufficio. Indagini anche sulle comunicazioni tra il centro di ricerca e soccorso e il Viminale

di Redazione
sabato 17 agosto 2019
10:05
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La giornata di oggi potrebbe essere decisiva nella risoluzione del groviglio che sta avvolgendo la Open Arms, imbarcazione ancora alla fonda a mezzo miglio da Lampedusa con a bordo 134 migranti, salvati due settimane fa.

 

Come riportato da Repubblica.it sembrerebbe che nella sede della Guardia costiera a Roma sia arrivata la polizia giudiziaria, inviata dal procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, che coordina l’inchiesta.

La procura da ieri, a seguito della presentazione di un esposto da parte della Open Arms, procede anche per le ipotesi di reato di sequestro di persona, violenza privata e abuso d’ufficio.

 

Tra i documenti acquisiti dagli inquirenti - riporta ancora la testata giornalistica -  ci sarebbe anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive al ministero dell’Interno che «non vi è impedimento alcuno» e che si può «procedere senza indugio» all’attracco della nave in banchina. Il centro di coordinamento richiede, inoltre, al Viminale una risposta urgente per l’eventuale assegnazione di un porto sicuro.

Secondo quanto riportato dal giornalista prima di decidere una eventuale ispezione sulla nave il magistrato starebbe aspettando di mettere in fila tutte le carte acquisite per ricostruire la catena di comando che ha portato a bloccare lo sbarco.

 

L’autorizzazione all’approdo spetterebbe comunque al prefetto di Agrigento Dario Caputo che, necessariamente, deve attende ordini dal Viminale.

Cosa succede sulla nave

«La Open Arms è una bomba ad orologeria. Se non si interviene immediatamente la prima miccia la farà  esplodere». L’allarme è lanciato dal comandante della nave Marc Reig che insieme al suo equipaggio non ha chiuso occhio per controllare che la sedicesima notte con i 134 migranti rimasti a bordo passasse senza alcun incidente, atto di autolesionismo o di violenza.

 

Nella giornata di oggi gli uomini della polizia di Agrigento sentiranno tutti i migranti sbarcati per motivi sanitari che sono stati portati nell’hot spot di contrada Imbriacola, ed i medici che li hanno visitati.

A seguito di questa prima valutazione della situazione a bordo dell’imbarcazione se ancora oggi dal Viminale non dovesse essere autorizzato lo sbarco, i pm potrebbero decidere di intervenire con una ispezione a bordo e anche forzare la mano e disporre il sequestro della nave e la conseguente discesa a terra di tutti i migranti.

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