“Ogni diritto per ogni bambino”, l'Unicef celebra i 30 anni della Convenzione Onu

Il presidente per l'Italia Francesco Samengo: «Tanto è stato fatto, ma oggi siamo ad un bivio, sta a noi compiere passi decisivi in nome dei diritti dei più piccoli»

di Tiziana Adamo
18 novembre 2019
11:46
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Il presidente Francesco Samengo con un gruppo di giovani
Il presidente Francesco Samengo con un gruppo di giovani

Sarà anche cambiato, il mondo, ma un bambino rimane sempre un bambino, ed il dovere di proteggerlo in ogni angolo della terra rimane. Per tutti.

E invece, nel solo 2018, di bambini al di sotto dei cinque anni ne sono morti 15.000, mentre tanti altri hanno visto esplodere bombe o hanno imbracciato fucili, veri, e altri ancora, tra inadeguato approvvigionamento idrico e scarsità di servizi igienico sanitari, hanno tentato di resistere a malattie facilmente debellabili se solo ci fossero stati i vaccini per tutti.

 

Tra passato e presente

Sarebbe un errore dire che nulla è stato fatto, ma anche credere che - a distanza di trenta anni dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 - la missione sia finita.   

La verità è che proprio quella Convenzione che ha portato tanto adesso è «a un punto di svolta», e chiama tutti a nuove responsabilità per realizzarla pienamente.

I punti fermi, in tal senso, li ha già messi l’Uncef, che per l’importante anniversario ha elaborato un nuovo rapporto: “Ogni diritto per ogni bambino”, perché è di diritti che si tratta, anzi di un diritto, il più importante, il diritto alla vita.

 

L'analisi del presidente Samengo

«Persistono sfide ostinate che non sono state devotamente affrontate – ha spiegato il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo -. Il progresso nella realizzazione dei diritti dei bambini più poveri e marginalizzati è stato troppo lento e in alcuni casi a rischio di capovolgimento. Oggi, i bambini di tutto il mondo si trovano ad affrontare un numero allarmante di minacce alla propria sopravvivenza ed al proprio benessere, come il nuovo insorgere del morbillo, un aumento del tasso di obesità infantile, il cyberbullismo, gli abusi, lo sfruttamento e l'impatto del cambiamento climatico. Dobbiamo fare i più di più e più in fretta.

 

Perché -il report parla chiaro - «nel corso dei prossimi 30 anni i bambini si troveranno a dover fronteggiare previsioni peggiori. Senza un mutamento fondamentale in questa direzione, per esempio, il cambiamento climatico diverrà irreversibile infliggendo effetti disastrosi sul pianeta e sull'umanità intera. Ben prima che la convenzione possa raggiungere il sessantesimo anniversario, l'insicurezza alimentare e la scarsità idrica sono destinate a diventare una realtà. Per milioni di bambini malattie virali diventeranno ordinario in posti dove oggi non sono nemmeno una minaccia, tre quarti del mondo vivrà nelle città, ma la maggior parte dei contesti urbani saranno privi di qualsiasi pianificazione e non idonei alla crescita e allo sviluppo dei bambini. Milioni di bambini saranno in movimento poiché la scarsità di risorse genera conflitti. Di contro a questo scenario il rispetto dei diritti umani in generale sarà un obbligo: la convenzione rimarrà attuale e rilevante, ma il suo impatto e la sua incidenza potrebbero attenuarsi. Il progresso per i bambini più poveri sarà maggiormente a rischio».

 

Il messaggio dell'Unicef

«Il report – ha spiegato ancora Samengo - intende essere uno strumento di advocacy atto, da un lato, a celebrare i risultati negli ultimi tre decenni, dall'altro a generare un dialogo sul lavoro fondamentale che rimane da fare. Non si tratta di uno studio esaustivo dell'impatto della convenzione sulla vasta gamma dei diritti di bambini, ma un motto in favore della realizzazione dei diritti di tutti i bambini, uno strumento per chiedere maggiori dati e prove, l'aumento delle soluzioni e degli interventi comprovati, maggiori risorse. Il nostro mondo in rapido mutamento richiede anche nuove modalità per affrontare le opportunità e le sfide emergenti e per incorporare realmente i diritti dei bambini come causa globale – ha aggiunto il presidente – ed il nostro piano per i prossimi dodici mesi è quello di intraprendere un dialogo globale su cosa serve per tradurre le promesse della Convenzione in realtà per ogni bambino. Il discorso sarà inclusivo, coinvolgerà bambini e giovani, genitori e persone che si prendono cura dei bambini, personale scolastico e operatori sociali, comunità, governi, società civile, università, settore privato e media e influenzerà il modo in cui l'organizzazione opererà in futuro. La Convenzione è a un bivio, sta a noi ribadire il nostro impegno, compiere passi decisivi e agire con coraggio e creatività».

 

Le celebrazioni per l'anniversario della Convenzione

Intanto, mercoledì 20 novembre, in Italia, l’Unicef Italia celebrerà l’anniversario della Convenzione  con tante attività e iniziative promosse in collaborazione con il Miur, l’Anci, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, le Assemblee legislative regionali, i Garanti regionali per l’infanzia: verranno organizzati  #KidsTakeOver,  situazioni in cui i bambini si sostituiranno ai grandi nelle loro funzioni - a partire da "La Capigruppo dei bambini" alla Camera dei Deputati con il presidente Fico – e "Go Blue", per cui le istituzioni locali si impegneranno, proprio per come hanno già fatto sino ad ora 210 Comuni, ad "illuminare" di blu un monumento simbolico della città a testimonianza dell’impegno per i diritti dei bambini.

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