L'esempio di Nadia, la guerriera che amava la vita: «Non esiste la parola mollare»

In un libro ha raccontato la battaglia contro il cancro lanciando un messaggio di rinascita e speranza: «La vita è bellissima, è una figata»

martedì 13 agosto 2019
11:02
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Nadia Toffa
Nadia Toffa

Lascia un vuoto incolmabile e un segno indelibile Nadia Toffa, la nota giornalista del programma televisivo “Le Iene”,  scomparsa dopo una lunga e dolorosa battaglia contro il cancro. "Fiorire d'inverno", nel periodo più difficile dell'anno. La Toffa aveva intitolato così il suo libro, uscito a ottobre scorso per Mondadori, in cui aveva raccontato della lotta contro il male. Una testimonianza di come si può riporre fiducia nelle cure mediche e, in particolare, nella vita che lei amava alla follia, continuando a infondere brio e allegria anche sui social durante i lunghissimi mesi di una battaglia alla quale oggi ha dovuto arrendersi. A dare notizia della morte sono state questa mattina le Iene, il programma di Italia 1 di cui era inviata e conduttrice: «Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all'ultimo, fino a oggi», è il messaggio sulla pagina Facebook del programma.

«La vita è bellissima, è una figata»

Nadia Toffa aveva provato a trasformare il cancro «in un dono, un' occasione, una opportunità», così scriveva nel suo libro, attirandosi anche attacchi dagli hater del web e critiche ma conquistando il plauso del mondo della scienza per l'invito ai malati a seguire le uniche cure certe, la chemio e la radioterapia. E aveva instaurato un filo diretto con i suoi fan, ai quali si rivolgeva sempre con scatti e frasi sociali che esprimevano positività e speranza: «Non ho mai sospeso la vita per la malattia e nessuno dovrebbe farlo. Se ci sono riuscita io ci può riuscire chiunque». O ancora: «La vita è bellissima, è una figata. Non vedi l’ora di assaporare ogni minuto perché non sai mai quanta ce ne sarà ancora», «Vivo ora perché sono viva, io non ho paura di morire», «La parola mollare non esiste nel mio vocabolario».

 

A gennaio 2017 il primo malore a Trieste. Nadia fu trasferita in elisoccorso al San Raffaele di Milano per iniziare gli accertamenti. Due mesi dopo tornò dietro il bancone delle Iene e raccontò ai colleghi e al pubblico di avere il cancro: «Non lo sapeva nessuno. Ho pensato tanto a questo momento... Fra di noi c'è sempre stata sincerità» «La fortuna è stata proprio che dopo lo svenimento ho fatto un accertamento, un check-up completo». E aveva rassicurato tutti: «Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca». E aveva concluso lanciando un monito contro le false cure e i millantatori di guarigioni alternative.

 

Nata a Brescia il 10 giugno 1979, dopo il debutto nell'emittenza locale Nadia Toffa era diventata inviata delle Iene nel 2009, segnalandosi per importanti inchieste sulle truffe ai danni del servizio sanitario nazionale, sulle slot machine, sullo smaltimento del traffico di rifiuti illegali in Campania, sull'Ilva di Taranto (che le ha conferito la cittadinanza onoraria), sull'infanzia violata. Nel 2016 era stata promossa alla conduzione del programma. Ha raccontato il suo impegno sociale e di denuncia in libri come “Quando il gioco si fa duro”, uscito nel 2014, dedicato al problema dell'azzardopatia, e ha ricevuto tra l'altro il Premio internazionale Ischia di giornalismo nel 2015 e il premio Luchetta nel 2018.

 

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