Sette identità per il giovane che incendiò il comando di polizia locale

Fermato più volte durante i controlli in varie città italiane, con sé aveva un decreto di espulsione notificato lo scorso 14 maggio

di Redazione
22 maggio 2019
13:07
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Non è ancora stata fatta chiarezza sulla vera identità del ragazzo che la scorsa notte provocò un rogo nel palazzo della polizia locale, all'interno del quale persero la vita due donne. In precedenza, l’uomo era stato avvistato in Emilia Romagna, dove si trovava nella tarda notte di lunedì sdraiato per terra in piazza a Camposanto in condizione di salute critiche.

 

Fu quindi trasportato, in stato di ipotermia iniziale, nel vicino ospedale di Mirandola da un passante. Il giovane, oltre a qualificarsi sotto mentite spoglie, utilizzando ben sette alias, aveva anche numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, nonché un decreto di espulsione in tasca firmato dalla questura di Roma e datato 14 maggio.


Alle 3,15 del mattino del giorno successivo, a seguito del rilascio dall’ospedale, il ragazzo si è recato davanti al portone del comando della polizia locale di Mirandola, sfondandolo con una spallata. Grazie alle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso l’accaduto, si è potuto documentare come il soggetto si sia aggirato negli uffici dell’edificio, rubando due berretti dei vigili, un giubbotto antiproiettile e, per finire, un telefono di servizio della polizia municipale. Prima di andarsene, ha creato un cumulo di carte sul pavimento, a cui ha dato fuoco con un accendino. Sopra al comando, però, vivono alcune famiglie. Al primo piano dello stabile, due signore anziane hanno perso la vita a causa dell'incendio. Le fiamme hanno completamente distrutto il primo piano e danneggiato gravemente la struttura. Si contano in tutto una ventina di intossicati e quattro feriti gravi.


I carabinieri della compagnia di Carpi hanno fermato il ragazzo mezz'ora dopo l’accaduto. Quest’ultimo ha dichiarato di essere minorenne e di nazionalità algerina. Ma l’età è stata subito smentita dagli esami radiografici. In un controllo a Roma, avvenuto pochi giorni prima, lo stesso aveva rivelato di essere di origini marocchine.


Durante l’interrogatorio, il ragazzo non ha proferito parola. L’intera giornata di indagini non è bastata per stabilire con certezza chi sia veramente. Il procuratore, scettico riguardo l’accaduto, si è posto una serie di interrogativi sullo sconosciuto, avvistato per la prima volta nel settembre del 2018 a seguito di un controllo all’aeroporto di Fiumicino. Non è un richiedente asilo e non ha con sé documenti validi. È stato denunciato per due furti nelle zone di Roma e, sempre nella capitale, i carabinieri lo hanno denunciato per resistenza.


L’ultimo fatto collegato al ragazzo è quello di martedì 14 maggio: dopo un controllo effetuato alla stazione Termini di Roma, la polizia gli aveva notificato un decreto di espulsione. Secondo una nota del Viminale, redatta ieri sera, avrebbe fatto richiesta di asilo e per questo motivo non sarebbe stato espulso. Secondo i carabinieri e la procura, invece, il provvedimento di espulsione sarebbe diventato esecutivo dopo cinque giorni, data in cui il ragazzo ignoto ha dato fuoco al comando della polizia locale di Mirandola.

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