Venezia travolta dall'acqua alta, danni incalcolabili. Il Mose sarà pronto solo nel 2021

FOTO - L’opera, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 5miliardi e 493 milioni di euro, dovrebbe essere completata entro due anni. Un sistema di barriere mobili che servirà a salvaguardare la città della maree. Le immagini della Serenissima sott'acqua hanno fatto il giro del mondo

di Redazione
14 novembre 2019
12:32
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Parte delle barriere del Mose, foto Ansa
Parte delle barriere del Mose, foto Ansa

Mentre a Venezia si contano i danni provocati dal maltempo che ha registrato ingenti danni ad abitazioni, alberghi e monumenti, il pensiero di molti è andato al Mose, il sistema di barriere mobili che dovrebbe salvaguardare la città e la laguna dalle alte maree. In tanti, dopo gli avvenimenti accaduti che hanno messo in ginocchio una delle città più conosciute al mondo, si sono chiesti: «Ma l'opera a che punto è?».

I continui stop 

Ebbene dopo l'allungamento dei tempi per la costruzione, lo scandalo legato alle tangenti, ad ottobre si è avuto un nuovo stop alla fase di test delle paratoie. Il Consorzio Venezia Nuova ha reso noto, infatti, il 31 ottobre che è stato rinviato a un'altra data il sollevamento completo della barriera posata alla bocca di porto di Malamocco. Motivo, il riscontro, avvenuto durante i sollevamenti parziali delle dighe mobili di alcune vibrazioni in alcuni tratti di tubazioni delle linee di scarico. Un comportamento che ha indotto i tecnici del Consorzio allo stop, in attesa di verifiche dettagliate e di interventi di soluzione del problema.

Lavori non finiti

Quella di Malamocco è la bocca di porto più profonda della laguna, 14 metri, che permette l'ingresso e il transito delle navi commerciali verso le banchine di Porto Marghera lungo il Canale dei Petroli. Su di essa sono state posate 19 paratoie, ciascuna lunga 29,5 metri e larga 20, per uno spessore di 4,5 metri, incernierate a sette cassoni di alloggiamento in calcestruzzo installati nel fondale.

Le prove di sollevamento delle prime nove dighe della barriera sono iniziate la sera di lunedì 21 ottobre. L'intera barriera si sarebbe dovuta alzare nella notte del 4 novembre. Si trattava dell'ultimo 'step' della fase di test alle paratoie mobili, iniziato il 18 aprile scorso con i sollevamenti alla Bocca del Lido, quella più a nord, poi proseguito il 22 luglio con quella di Chioggia, a sud. I lavori, in particolare per Malamocco, non sono comunque finiti: la struttura installata sarà infatti oggetto fino a tutto il 2020 di ulteriori opere di consolidamento e ripristino, poichè venne danneggiata da una mareggiata nel 2015.

I costi

Per il 31 dicembre 2021 è invece stata fissata la data di conclusione e di consegna del Mose, al termine della fase di collaudo del sistema definitivo degli impianti che muovono le dighe del sistema. Il costo complessivo dell'opera, secondo le previsioni contenute nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, è stato calcolato in  5miliardi e 493 milioni di euro, stanziati in 15 anni, dal primo mattone del 2003 al 2018. I residui finanziamenti programmati dal Governo ammontano a 221 milioni, dal 2017 fino al 2024, ossia per altri tre anni dopo la chiusura dei cantieri.

I siti di tutto il mondo parlano di Venezia

Dagli Stati Uniti all'Europa le immagini di Venezia inondata dall'acqua alta sono rimbalzate su tutti i principali giornali del mondo. A dare grande risalto alla vicenda sono innanzitutto i media inglesi e spagnoli. La notizia, ad esempio, è in prima pagina sul quotidiano iberico El Pais che titola: «La marea, il tempo e la pigrizia invadono Venezia». Sul sito della Bbc campeggia un fotogramma di piazza San Marco completamente invasa dall’alta marea mentre il Sun titola sulla sua homepage: «Apocalittico: due morti mentre Venezia viene colpita dalla seconda peggiore inondazione che abbia mai innescato lo stato d’emergenza». A dedicare l’apertura alla notizia è anche il principale quotidiano svedese, il Dagens Nyheter: «Venezia inondata dopo la tempesta - due morti». Grande spazio al dramma della città lagunare anche sulla Bild, il più diffuso quotidiano tedesco: «Venezia si trova sotto un’acqua alta da record». Oltreoceano, un pezzo del Washington Post ricorda quanto accaduto cinquantatré anni fa: «L’inondazione di Venezia tocca quasi i livelli della famigerata inondazione del 1966». La notizia è arrivata finanche in Giappone: il sito Asahi Shinbun ha dedicato all’acqua alta a Venezia un video articolo: «La “città dell’acqua” Venezia allagata dall’ondata di tempesta, danneggiata la Basilica di San Marco».

 

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